«Aiutiamo Angela a tornare a casa»
ROBBIO. A Robbio e a Palestro, dove ancora in condizioni di illegalità nei pochi mesi in cui ha potuto lavorare come badante e anche svolgendo gli incarichi più umili, si è fatta apprezzare per lo zelo e l'entusiasmo che esprimeva, ha già parecchi amici che l'aiutano. Ma per chiudere la parentesi del suo sogno italiano, troppo presto spezzatosi per un avverso destino, ne occorrono tanti altri. Angela è arrivata in Italia al seguito della sorella Alla. Entrambe sono partite grazie ad Andrei, marito e cognato delle due donne, che ha venduto un rene per 2.000 dollari.
Dopo un anno di impegno scrupoloso e continuo, Angela si è infatti improvvisamente e gravemente ammalata e ora vorrebbe tornare a Menjir, un paese a 120 chilometri dalla capitale della Moldova, Chisinau, per riabbracciare il marito e i tre figli, ma non può perché non possiede la carrozzella adatta per trasportarla a casa dalla clinica specializzata nella riabilitazione, nel Lecchese, dove è ricoverata. Cosi Angela attraverso l'amica robbiese, da tempo impegnata nel sociale, a casa della quale proprio quasi un anno fa il suo corpo si afflosciò e la mente si ottenebrò, lancia un appello per poter acquistare l'accessoriata carrozzella che le consentirebbe un più agevole rientro in patria con volo in aereo e una volta in Moldova, la possibilità di muoversi con più autonomia e completare il lavoro di parziale recupero delle facoltà di movimento, gravemente danneggiate dalla malattia.
La signora robbiese, che intende mantenere l'anonimato, ha le lacrime agli occhi quando parla di Angela. «Si era buttata a capofitto nel lavoro, entusiasta e felicissima per quei mille euro al mese che riusciva a guadagnare, e spedire quasi tutti a casa, in una realtà socio-economica dove un operaio guadagna 30-40 dollari al mese - premette -. Poi l'improvviso e avverso destino di una malattia che i medici non sanno ancora definire, al punto da pensare che sia un'altra spaventosa conseguenza di Chernobyl, una malattia comunque che l'ha resa inabile a qualsiasi lavoro».
Quando si senti male ed in pochi minuti passò da una condizione di piena salute ad una quasi vegetativa, Angela si trovava a Robbio. Fu trasportata al pronto soccorso di Mortara, poi a Vigevano ed infine a Pavia, dove i medici della Neurochirurgia riuscirono con molta professionalità a strapparla alla morte. «Proprio per questo pensiamo che la mano per accompagnare Angela a casa debba essere allungata a partire da Robbio - conclude l'amica robbiese che ha organizzato la raccolta fondi - l'obiettivo è raggranellare in pochi giorni 3 mila euro».
Per favorire la «colletta» e garantire la trasparenza dell'organizzazione si è messo a disposizione il parroco di Robbio, don Gianni Fagnola. «E' sufficiente far pervenire le offerte preferibilmente con vaglia postale, precisando la causale del versamento, cioè per Angela - chiarisce il sacerdote -. Sono perfettamente informato della vicenda, sarà mia cura sorvegliare che i fondi raccolti siano usati solo per la finalità indicata».
Chiunque voglia aver maggiori informazioni su come aiutare Angela può farlo chiamando il numero 0384/672592 (in ore serali), telefonando alla parrocchia Santo Stefano di Robbio 0384/670436 o scrivendo a gabryedaniel@libero.it.
Enrico Barberis