«La banca vigevanese? Non ci fa paura»
VIGEVANO. I vigevanesi vogliono farsi la «loro» banca? Complimenti e tanti auguri. Ma i responsabili degli altri istituti di credito presenti in città non si lasciano impressionare dall'iniziativa presentata mercoledi a Palazzo Roncalli dal comitato promotore. La sensazione è che l'apertura di altri sportelli possa stimolare la competizione, ma (al momento) non preoccupi più di tanto chi da anni opera già con i clienti di Vigevano e della Lomellina. «La nuova banca? Meglio essere prudenti», commenta Sergio Gennaccari, capo-area provinciale della Cariparma.
La Cariparmaè l'istituto nato dalla fusione tra la Cassa di risparmio di Vigevano e quella di Parma e Piacenza. «Non vorrei - continua il capo-area Gennaccari- che questa nuova banca facesse la fine di altre analoghe iniziative, che erano partite con grande entusiasmo e poi non hanno visto la luce. Stiamo assistendo a sempre più frequenti concentrazioni di grandi istituti: non so che spazio ci sia per strutture creditizie di dimensioni più ridotte. C'è il rischio che diventi una banca di nicchia». I promotori della futura «Banca di Credito Cooperativo di Vigevano» (il probabile nome che verrà dato all'istituto) puntano sul rapporto privilegiato tra il personale e i clienti. «Nella nostra banca tutti - conclude Gennaccari -, dal più piccolo correntista sino all'azienda di maggiori dimensioni, hanno un gestore di riferimento. Tutto il mondo finanziario, non solo le banche, è ormai proiettato verso un rapporto diretto con i clienti». Riccardo Colomboè il capo-area provinciale della Banca Popolare di Novara(Gruppo Banco Popolare di Verona e Novara). «L'iniziativa avviata a Vigevano - sostiene Colombo - va guardata con interesse. Non possiamo che sposare il discorso cooperativistico, basato su un solido legame con imprese e famiglie: è un modo di lavorare che fa parte anche del nostro Dna. Stiamo operando da tempo su questa strada, seguendo le direttive del nostro presidente Carlo Fratta Pasini. Legare una banca al territorio è un obiettivo importante: ma noi siamo convinti che oggi sia fondamentale anche la grande dimensione di un istituto. Come Banca Popolare di Novara stiamo lavorando per raggiungere il giusto equilibrio tra la grande dimensione, che ci viene garantita dal nostro Gruppo, ed il cooperativismo. Ci sforziamo di prendere le decisioni, anche per l'erogazione dei crediti, non perdendo mai di vista le esigenze di chi ha deciso di rivolgersi a noi. Vogliamo rispondere alle richieste con un forte localismo nel momento decisionale e un'estrema attenzione per il territorio, ma anche con il conforto di avere alle spalle una struttura che ci supporti in ogni scelta». Anche Giuseppe Cuniolo, direttore della filiale della Banca San Paoloin via Decembrio a Vigevano, vede di buon occhio la possibile apertura di un istituto cosi fortemente localizzato. «Ben venga - afferma Cuniolo - una banca molto radicata in città ed in Lomellina. In fondo è la stessa strada che stiamo seguendo noi da tempo. Siamo sempre più vicini agli imprenditori ed ai privati cittadini che si presentano ai nostri sportelli. Che il mondo bancario segua questa strada è senz'altro un fatto positivo. E' vero che ormai stanno concretizzandosi grandi aggregazioni tra i maggiori istituti nazionali: ma penso che in futuro ci sarà spazio anche per realtà locali. Per quanto ci riguarda sono convinto che la fusione che ci coinvolgerà (con Banca Intesa, ndr) ci fornirà gli strumenti per essere ancora più vicini al territorio e garantire servizi ai clienti».