La ghignante sarabanda di Copi è di scena al teatro dell'Elfo di Milano
MILANO. Artista 'maledetto", dal talento goliardico, sregolato, provocatorio, osceno, 'scandaloso" e dalla passione incontenibile, eclettica, inesauribile, allegramente irridente e senza limiti nel fare arte come nel vivere, Copi per una ventina d'anni è stata una delle figure più originali e irregolari della vita culturale francese. Vignettista, narratore e autore di teatro, oltre che attore.
Portava nella sua scrittura un inimitabile gusto della parodia e della deformazione. Irriverente e geniale, ha lasciato un teatro anomalo, bizzarro, popolato di travestiti, gay, dropout, barboni, marchettari, donne alla deriva ed esagerate. Con la sua sgangherata girandola di personaggi e storie, specchio deformato di infinite realtà possibili e di surreali crudeltà, 'Les escaliers du Sacré-Coeur" fa riscoprire la sua irresistibile scrittura e il suo mondo visionario. Nel contempo tragica e comica, poetica e laida, la commedia parte da un vespasiano di Montmarte - e da una ricca quanto esilarante rappresentazione di depravazioni - per approdare ad un canto d'amore universale. Copi allestisce una trama grottesca, affollata di un'umanità sopra le righe e fuori delle regole, dove alcuni esemplari dolenti e rissosi della 'dèbauche" si incontrano, si spiano, si inseguono, si perseguitano, si sfuggono. Attorno e dentro a quel 'pissoir" si muore, si resuscita, si sanguina, si partorisce, con, al centro, la 'love story" di un marocchino in cerca di ragazzini che seduce e mette incinta una giovane saffica, pur marciando sulle linee parallele delle rispettive omosessualità. Ne esce una ghignante sarabanda, che trova forza nel contrasto tra la volgarità dei contenuti e la sua armatura in versi sospesa tra livido sarcasmo, caricatura, cinismo, melò, tenerezza. L'azione scorre scoppiettante in uno spettacolo per il quale Lorenzo Fontana ha scelto la chiave di una quasi-partitura accuratamente regolata su un'infinità di toni, stili, musiche, un alternarsi di atmosfere e sostrati, una recitazione persuasiva - affidata a Ida Marinelli, Mimoun El Baroni, Olivia Maniscalchi, Angelo Pireddu, Nicola Bortolotti, Giancarlo Judica Cordiglia, Fausto Caroli, Simona Nasi - che accentuano quelle 'cocasseries" ferocemente gelide di cui il testo è disseminato e che ne sono la chiave. (f. cor.) All'Elfo di Milano fino al 29.