«La colpa è delle "gattare"»
PAVIA.Tutto inizia quando un gruppo di signore residenti attorno alla zona della scuola elementare De Amicis decide di prendersi cura di un gruppo di gatti randagi. Giornalmente fa trovare loro cibo e latte vicino al cortile della scuola. La situazione procede per un lungo periodo e fin qui niente di strano. Ma col tempo sorgono i problemi, che oggi vengono manifestati sia dalle madri che mandano i loro figli nella scuola, e sia da chi li vicino ci lavora.
I gatti hanno apprezzato molto i banchetti allestiti dalle signore e si sono cosi trovati bene che hanno deciso di posizionarsi stabilmente nel cortile della scuola e nelle sue immediate vicinanze. Cosi da un piccolo gruppo di due o tre gatti il numero si è via via triplicato.
Un signore che lavora in un negozio proprio vicino al cortile della scuola ci racconta che tutti i giorni verso le sei di sera una ventina di gatti si presentano per il loro spuntino. «Ho perso anche dei clienti che erano allergici ai gatti», si lamenta. E aggiunge: «Quei gatti sono soprattutto femmine, e spesso mi trovo vicino al negozio dei nuovi arrivati. Andando avanti cosi non so quanti saranno i gatti qui intorno».
A lamentarsi della presenza di cosi tanti felini sono anche le madri degli alunni della scuola. I genitori denunciano problemi igienici sorti dopo che il numero degli animali è aumentato vorticosamente. Secondo altre testimonianze il problema è anche d'immagine per questa parte della città. Infatti la scuola è di fronte all'orto botanico, e spesso è teatro di un via vai di turisti che «si mettono a ridere», dice un lavoratore della zona.
In mezzo a tutte queste lamentele però c'è anche qualcuno che lancia una proposta. «Bisogna portare da qualche parte tutti questi gatti e trovare chi se li vuole portare a casa», dice una donna. Anche perchè non sembra che di propria spontanea volontà, senza che nessuno intervenga, la «colonia di gatti», come è stata definita, decida da sola di abbandonare la zona che la sta ospitando.
Alberto Lucchini