Ds: si dimette il segretario cittadino

VIGEVANO. Il segretario cittadino dei Democratici di sinistra, Antonio Costa, è dimissionario. All'interno del partito, impegnato fino a sabato scorso con l'elezione del segretario provinciale, è già stato avviato il dibattito per la successione del segretario uscente che guida i Ds cittadini dal 2001. «Le mie dimissioni - premette Antonio Costa, 35 anni, quadro dirigenziale di Rfi (Rete ferroviaria italiana) - non c'entrano con l'elezione di Giuseppe Villani alla segreteria provinciale. A febbraio avevo detto al direttivo che era arrivato il momento di trovare un nuovo coordinatore per Vigevano».
Costa, perché ha preso questa decisione?
«Sono stato eletto sei anni fa nel segno del rinnovamento dei quadri dirigenti del partito. Il rinnovamento c'è stato, e voglio sperare che sia avvenuto anche grazie al mio contributo. Questo processo deve proseguire. In questi anni sono maturate esperienze importanti e penso che a loro occorra dare le opportunità di crescita che ho avuto io».
Sei anni pesanti?
«Faticosi, ma molto importanti per la mia crescita politica. E' un'esperienza che consiglio ad altri, ma che considero per me superata. Ora il mio obiettivo è seguire con più forza il consiglio comunale e dare una spinta maggiore al percorso verso il Partito democratico. Naturalmente all'interno di questo processo ci sta tutto il lavoro per il partito, che mi ha dato tanto, a cui ho dato tanto e a cui darò ancora tanto».
Lei chi ha sostenuto per la segreteria provinciale: Giuseppe Villani o Luigi Duse?
«Ho votato Duse, ho creduto nella sua candidatura sin dall'inizio, sono anzi stato tra chi ha proposto la sua candidatura. Ha vinto Villani? Credo che il rinnovamento continuerà a prescindere dalla figura del segretario provinciale. Ho sostenuto Duse perché credevo e credo che potesse meglio rappresentare il cambiamento all'interno del partito di quanto lo possa fare Villani».
Ma la sua scelta non c'entra con l'elezione di Villani?
«Già a febbraio avevo detto al direttivo che era il momento di cominciare a cercare qualcun altro per la segreteria».
Contano nella sua decisione le critiche che le hanno rivolto gli ex-diessini che oggi fanno parte dell'associazione «La Barriera»?
«No, al contrario. All'indomani delle elezioni comunali avevo voluto rafforzare il gruppo dirigente, perché in vista c'erano altre elezioni importanti: quest'anno abbiamo avuto le politiche, le provinciali e il referendum».
Proprio dopo queste tornate la «Barriera» ha invitato il gruppo dirigente Ds ad andare a casa.
«Gettare discredito attorno a un intero gruppo dirigente vuol dire indebolirlo: io ho voluto difenderlo, perché il lavoro da fare è ancora molto, e bisogna partire dalle esperienze e personalità che abbiamo a Vigevano. L'ho difeso e i fatti mi hanno dato ragione, tant'è che i Ds in questa città alle provinciali hanno avuto il 19% dei voti, sono ridiventati il secondo partito in città e per la prima volta, dopo una ventina di anni, hanno eletto un consigliere provinciale».
Chi è il candidato probabile alla sua successione?
«Stiamo verificando all'interno del gruppo dirigente quali possono essere le esperienze più adatte a guidare il partito dopo di me. E' probabile che si vada verso un congresso cittadino per non parlare solo del segretario, ma anche dei problemi di Vigevano e del ruolo dei Ds in città».