Maleducata e negligente «E' giusto licenziarla»
ROVIGO.L'infermiera professionale che tratta male i pazienti, sbaglia prescrizione mettendone in pericolo la vita, va licenziata ed è giusto che sia cosi. La Cassazione ha rigettato il ricorso di una infermiera che aveva fatto ricorso contro il licenziamento inflittole per la disattenzione con cui somministrava le terapie ai malati. L'infermiera non solo era «negligente», ma anche maleducata nel trattare i parenti dei pazienti ricoverati in corsia.
Ecco che la Cassazione ha confermato il licenziamento in tronco di Tereza G., una infermiera diplomata originaria dei Paesi dell'Est, dipendente della casa di cura«Madonna della salute» di Rovigo che si era resa responsabile di atti dal «disvalore ambientale» tali da rendere necessaria una «risposta forte».
La Suprema Corte ha ritenuto che era di «indubbia gravità» - come stabilito dalla Corte di Appello di Venezia nel 2003 - il fatto che Tereza stava per iniettare dell'insulina a un paziente non diabetico senza nemmeno consultare la sua cartella clinica.
Solo l'intervento di una collega, che si accorse dell'errore in corso, impedi che ci «fossero ripercussioni sulla salute del paziente».
Ad avviso degli «ermellini» costituiscono, inoltre, un altro motivo di «giusta punizione» i «comportamenti irriguardosi ed offensivi» che l'infermiera aveva nei confronti dei pazienti e dei loro familiari in «palese spregio» dei doveri professionali.
Per la Cassazione - sentenza civile 22708 - il licenziamento di Tereza ha, innegabilmente, una «finalità esemplare» dal momento che simili comportamenti se non sanzionati, in un settore delicato come quello dell'assistenza ai malati, possono «assurgere per gli altri dipendenti a modello diseducativo e disincentivante dal rispetto degli obblighi di dilingenza e fedeltà».