«Errori, ma anche strutture»
«PER contenere questi fenomeni bisogna destinare meglio le risorse, introdurre più tecnologia negli ospedali e i medici devono dedicare più tempo all'informazione e ai pazienti». Il professor Emilio Bajetta, presidente dell'Aiom, riassume cosi il messaggio finale uscito ieri dal convegno organizzato dalla sua associazione su «Lo specialista oncologoco: responsabilità e garanzie nell'esercizio della professione» durante il quale sono stati presentati i dati sugli «errori in medicina».
Quale lo scopo di questo convegno e cosa è emerso?
«Quello di cercare di individuare le cause più frequenti di errori in oncologia, le responsabilità e i provvedimenti da prendere. E' emerso che gli errori più frequenti in oncologia sono quelli legati all'erogazione del farmaco, alle sue dosi o allo scambio di medicinali».
«Inoltre ci sono decessi dovuti a infezioni nosocomiali. C'è poi il problema delle liste d'attesa e della durata delle degenze ospedaliere che in alcuni casi si sono eccessivamente contratte».
Di chi è la responsabilità?
«C'è il fattore umano, ma ci sono anche responsabilità legate nelle carenze strutturali e organizzative. Voglio inoltre aggiungere un dato sulla ‘malpractice' ovvero gli errori dovuti a una non corretta prestazione medica: il 90 per cento dei medici portati in giudizio perchè accusati di ‘malpractice' viene assolto».
«Spesso a questi fenomeni si dà un eccesso di visibilità prima ancora di poterne valutare l'esatta natura e alla fine si scopre che il medico non c'entrava nulla».
Quali allora i rimedi?
«Sul fronte dei provvedimenti al convegno sono state date alcune indicazioni per indirizzare meglio le risorse economiche. Ad esempio quando un infermiere o un sanitario compie un alto particolarmente ad alto rischio dovrebbe esserci un meccanismo di sorveglianza».
«Inoltre per alcune procedure, come la preparazione dei farmaci, bisognerebbe puntare sulla robotizzazione che oltre a garantire sicurezza porta anche a un risparmio economico non indifferente».
«Un altro argomento su cui insistere riguarda il perfezionamento del consenso informato, ovvero il foglio che il paziente firma per dare il benestare a una cura o a un intervento». «Foglio a cui i medici devono dedicare più tempo come devono dare più informazioni ai pazienti». (m.v.)