«Troppa uva prodotta in valle»

MONLEALE.La vendemmia 2006 risulta incoraggiante per tutti i tipi di vini in genere, ma le difficoltà più sensibili si sono avvertite sul vitigno autoctono più pregiato, ovvero il timorasso. «Si tratta della produzione che più ha subito le bizzarrie climatiche dell'annata - spiega Walter Massa, principale produttore del pregiato bianco - ma le difficoltà non sono dovute come in genere si pensa alla muffa, ma piuttosto a una gestione non adeguatamente curata del vigneto». Massa vede nelle debolezze emerse quest'anno le medesime ragioni che indussero negli anni i viticoltori ad abbandonare questo tipo di uva: «Sono esattamente i medesimi motivi dell'abbandono, poiché richiede un'attenzione particolare e una capacità di supportare il imiti derivanti dalle situazioni di esposizione al sole e del terreno. Il caldo di fine agosto e dei primi di settembre ha bloccato la maturazione: inoltre pur avendo deliberatamente scoperto in ritardo il grappolo dalle foglie, il caldo ha ustionato i grappoli maggiormente esposti al sole»: ciò ha influito sulla gradazione alcolica del prodotto. «Mentre nel 2003-2004 non si è faticato in tutte le vigne a superare i 14 gradi di alcol, sfiorando i 15, quest'anno nei miei terreni solo in due vigne ha passato i 14 gradi mentre nelle rimanenti raggiunge 13.5. Inoltre il ritardo nella vendemmia ha fatto si che i grappoli subissero quei tre giorni di pioggia intorno a metà mese. Il prodotto sarà inferiore quantitativamente, ma il calo sarà ammortizzato dal fatto che si è prodotto in molte più vigne che in passato». (s.b.)