Artigiani contro la Finanziaria
VIGEVANO.Gli artigiani vigevanesi e lomellini parteciperanno, lunedi 30 ottobre, agli «Stati generali del commercio e dell'artigianato» che si svolgeranno a Roma al cinema Capranica (vicino a Montecitorio). L'incontro è stato convocato per protestare contro la legge Finanziaria. A darne l'annuncio è Luigi Grechi, presidente dell'associazione. Inoltre nella prima settimana di novembre, sullo stesso tema, si terrà a Vigevano una assemblea pubblica. La giunta della Confartigianato di Vigevano e Lomellina si è riunita nei giorni scorsi per decidere quali iniziative di protesta adottare contro la Finanziaria. «Alla riunione che si svolgerà a Vigevano inviteremo i nostri associati, i parlamentari eletti nel territorio, gli amministratori locali e, naturalmente, tutti i cittadini che vorranno intervenire», sottolinea il presidente Grechi. «Sarà un'occasione importante - continua - per spiegare le ragioni di contrarietà a questa Finanziaria che rischia di mettere in ginocchio il nostro settore. Ci auguriamo che possano intervenire in tanti: vogliamo sensibilizzare l'opinione pubblica locale su un tema cosi importante».
Sulla questione interviene, con un diverso pensiero, Massimiliano La Corte dei Ds. «L'attacco alla Finanziaria che da molte parti viene portato è spesso fondato su basi più demagogiche che su una vera riflessione sui provvedimenti», sostiene l'esponente della Quercia vigevanese. «Non credo - aggiunge - sia corretta una valutazione basata sul singolo interesse di categoria, bisognerebbe invece darne una valutazione critica osservandone il complesso e le condizioni che ne hanno portato alla scrittura». La Corte elogia la scelta di attuare «una vera manovra con lo scopo di risanare i conti pubblici, fortemente malati e bisognosi. La responsabilità di un governo serio è prendersi carico dei problemi e affrontarli». Altro punto è «la lotta all'evasione che finalmente viene affrontata in maniera convinta. Le ultime tabelle pubblicate riguardanti le dichiarazioni dei redditi del 2005 sono un vero pugno allo stomaco, non solo dei lavoratori dipendenti, ma di tutti quegli autonomi e professionisti che le tasse le pagano e che si trovano a dover combattere con quella che è concorrenza sleale che, senza andare a scomodare la Cina, ci troviamo in casa nostra e che è la vera mano che si infila nelle tasche degli italiani onesti». La Corte si sofferma anche sul passaggio di parte del Tfr dalle aziende all'Inps. «Il Trattamento di fine rapporto è un salario differito, cioè pagato in momenti diversi da quelli del suo accantonamento. Va detto chiaramente che quello è denaro dei lavoratori che contrattualmente percepiranno a fine rapporto lavorativo. Denaro che le aziende accantonano e normalmente utilizzano per la propria attività e sul quale pagano un interesse». (s.re.)