Edimes: è una sfida un po' cosi
PAVIA. Nervi tesi. Speriamo il giusto. E' lo stato d'animo con cui l'Edimes Pavia affronta oggi la Viola Reggio Calabria, primo atto di un ciclo di tre domeniche consecutive al PalaRavizza: tra sette giorni arriverà Cremona, tra quindici Novara per una derby dal sapore particolare. Su quella panchina siede infatti il coach pavese Attilio Caja. La testa, per ora, è però tutta per la Viola. C'è voglia di giocarla questa partita. Per mettersi alle spalle l'errato approccio di Jesi, che - a conti fatti - è costato il primo stop stagionale. Tutti concordano: è stato uno stop fisiologico, Pavia non ha certo l'organico per dominare il campionato in lungo e in largo, alcuni giocatori sono ancora lontani dallo standard necessario per formare il mosaico di quella che - solo con il sudore della fronte - potrà diventare una delle mine vaganti. Belle parole. Comprensibilissime. Però Jesi un pizzico di ansia nel clan della Nuova l'ha inoculato.
Normale dopo due annate sfumate nella disillusione. E allora quella di oggi è una nuova prova da superare: dopo l'esame-trasferta di Sassari e il big-match contro Rieti, la prima volta del nuovo corso in campionato davanti alla platea del PalaRavizza. Il risultato, in entrambi i casi, fu decisamente soddisfacente. Adesso Reggio Calabria, grande decaduta del nostro basket, che va battuta per dimostrare le capacità di reazione.
«Guardo in casa mia - spiega coach Alberto Martelossi - e devo constatare che in difesa non siamo continui. Alterniamo buoni momenti ad altri in cui non siamo concentrati e poi dobbiamo recuperare. Mi aspetto che durante la partita i miei giocatori mostrino di aver appreso il lavoro svolto in settimana. Sarà una gara impegnativa». Il coach di Udine è realista come sempre. In più porta dentro un pizzico di rabbia per la leggerezza con cui la stampa specializzata ha indicato la sua squadra tra le grandi di un torneo che si annuncia equilibrato e difficile. L'Edimes, è vero, può andare lontano, ma con due stranieri debuttanti in Italia e giovani come Basei e Gergati, ha soprattutto bisogno di tenere i piedi ben saldi a terra. Avrete capito che di sale per la partita odierna ce n'è a sufficienza. E che il piatto si annuncia succulento. In più ci sono da verificare le condizioni di Ivan Gatto, americano aggiunto nel successo su Rieti e che approccia senza allenarsi da giovedi sera per una forma influenzale. «Conterà l'aspetto mentale e l'atteggiamento che avremo in campo - aggiunge Martelossi che al solito non si rifugia negli alibi - : dobbiamo partire forte e lavorare sulle linee di passaggio sugli esterni, approfittando del fatto che i loro due centri non superano i due metri. Dobbiamo costringerli a tiri forzati».
Per un esame degli avversari (primi nella percentuale del tiro da tre - 44,8% - ma anche nelle palle perse e non irresistibili a rimbalzo) e della tattica da affrontare in partita, la parola a Cesare Riva, uno degli assistenti di Martelossi. «Noi certo giocheremo con la difesa individuale, loro invece credo che punteranno molto sulla zona - spiega Riva che ha studiato i reggini al videotape - : per me sono una buona squadra, che conta su un primo cambio importante come Racca». Gli altri terminali di coach Moretti sono Lestini e Maestranzi, mentre Pavia risponde con la concretezza di Chris Monroe e il talento di Jimmy Baxter. Ecco, a cercare il pelo nell'uovo, manca ancora una prova superlativa dell'ex Digione, uno che ha voluto la ribalta italiana a tutti i costi, sacrificandosi persino sul piano economico. Quella di oggi è un'occasione anche per Jimmy. Che l'ha detto senza mezzi termini a Sassari: da grande voglio giocare in serie A. E' ora di dimostrarlo. (ha collaborato M. Scorbati)