Tortona ritrova le sue antiche mura Scavi al «Peano», spuntano i reperti
TORTONA. Il medioevo ritorna nelle forme di un importante reperto spuntato durante gli scavi per la nuova palestra del liceo «Peano». Si tratta di un importante frammento di muratura che attesterebbe come il castello cittadino, distrutto dal Barbarossa, arrivasse quasi nella parte pianeggiante dell'insediamento urbano. I lavori però non si fermano.
Dunque un prezioso ritrovamento storico al Liceo «Giuseppe Peano»: durante gli scavi per la costruzione della nuova palestra sono affiorati i resti di un antico muro che probabilmente costituiva la cinta muraria della città, o quantomeno della parte alta di Tortona. Secondo i primi rilevamenti effettuati dalla Soprintendenza ai beni storici ed archeologici di Torino, infatti, si tratterebbe di un ritrovamento di epoca medioevale, che probabilmente faceva parte della parte superiore di Tortona, il famoso castello distrutto da Federico Barbarossa.
Storicamente potrebbe costituire un ritrovamento significativo dal punto di vista dell'archeologia medievale, in quanto delimita la superficie in cui sorgeva il castello che dominava la città e che a quanto pare era di dimensioni davvero notevoli se arrivava fino al Liceo «Peano» e cioè, praticamente quasi al livello della pianura.
La scoperta del muro medioevale ha suscitato diverse reazioni nella scuola interessata dal cantiere: a quella, importante, del ritrovamento storico, si è aggiunto però il timore di un blocco dei lavori, che per il momento però non c'è stato. La costruzione della nuova palestra, infatti, è attesa da tanti anni, e l'avvio dei medesimi era stato accolto con grande soddisfazione da tutti, soprattutto dagli studenti, che da tempo immemorabile sono costretti a rinunciare alle ore di ginnastica, per il sovraffollamento dell'unica palestra. Per fortuna, invece, i lavori per la realizzazione dell'impianto non sono stati sospesi ma continuano dall'altra parte del cantiere, in attesa di effettuare gli ulteriori accertamenti relativi al ritrovamento.
In attesa di ulteriori sopralluoghi da parte degli esperti della Soprintendenza, saranno i docenti di archeologia e storia dell'arte del liceo, ad occuparsi delle operazioni della questione. Il preside della scuola Francesco Dallera, ha affidato l'incarico di effettuare la schedatura fotografica e le altre incombenze ad un gruppo di insegnanti coordinate dalla professoressa Cristina Porro, esperta nel settore dell'archeologica con approfondite conoscenze sulla storia della città.
Il muro, della lunghezza di circa 6 metri, verrà debitamente ripulito, poi fotografatone schedato e con ogni probabilità, non impedirà la realizzazione della palestra tanto necessaria per l'istituto. Come già avvenuto per i ritrovamenti storici di epoca medioevale in via Emilia nord, potrebbe essere tranquillamente ricoperto in attesa di una successiva valorizzazione. Resterebbe comunque la perfetta schedatura del reperto che consente di riscrivere una pagina importante della storia cittadina. Diverso sarebbe stato se il manufatto fosse di origine romana: in quel caso, si sarebbe probabilmente dovuto provvedere a rifare il progetto della palestra, spostandola di qualche metro, con allungamento dei tempi e ulteriori disagi per gli oltre ottocenti della scuola.
Angelo Bottiroli