Sindaco: pensione e veleni

TORTONA.Il Comune paga i contribuiti per la pensione al sindaco Francesco Marguati, perché il primo cittadino si è insediato in municipio come dipendente di una ditta della famiglia e non come imprenditore delle aziende di cui fa parte. Tutto perfettamente in regola, ma la miniranza osserva che, se avesse scelto la seconda l'opzione, le casse comunali avrebbero risparmiato almeno 100 mila euro. Il caso è sollevato da un comunicato stampa diffuso ieri dal consigliere di minoranza Marina Cattaneo, che critica il primo cittadino, che pur avendo effettuato una scelta perfettamente legale e consentita, va a 'pesare" non poco sull'economia del municipio. La questione é stata oggetto anche di una riunione tra i partiti di minoranza in programma ieri sera, e potrebbe arrivare anche in consiglio, sotto forma di interpellanza. «A seguito di una mia approfondita verifica in merito ad una voce che da circa un mese circolava dentro e fuori il palazzo comunale, e che riguarda l'onere a carico delle casse comunali della corresponsione dei contributi previdenziali del sindaco - dice la Cattaneo - è risultato che effettivamente Marguati figura come lavoratore dipendente della ditta Euroservice vicina alla famiglia Marguati e ricoprendo la carica di primo cittadino è stato collocato in aspettativa non retribuita dal 2004, con un'aliquota contributiva a carico del Comune di circa 23 mila euro l'anno. Al termine del mandato saranno complessivamente 115 mila euro». Un duro attacco, soprattutto politico, quello dell'avvocato Marina Cattaneo, che critica una decisione che seppur legalmente legittima viene contestata proprio per le altre possibili scelte che avrebbe potuto effettuare Marguati.
«Nessuna questione sulla legittimità della procedura in caso l'amministratore sia un lavoratore dipendente, ma sorgono ragionevoli obiezioni sull'opportunità della scelta operata a monte dal sindaco. Avrebbe potuto optare per la soluzione meno onerosa a carico del Comune, quella di chiedere l'aspettativa retribuita con contributi previdenziali a carico della società datrice di lavoro a lui riconducibile quale azienda di famiglia, o poiché era amministratore della ditta Sotraf, sarebbe rientrato nella categoria degli amministratori locali non dipendenti per i quali la legge stabilisce quote forfettarie annuali a carico degli enti pubblici. In quest'ultimo caso la quota contributiva annuale sarebbe stata di valore minimo, pari a circa un decimo della somma attualmente posta a carico del Comune di Tortona. In sostanza, il sindaco aveva tre possibili opzioni, tutte pienamente legittime, e ha scelto quella più onerosa per le casse comunali. Inoltre si dovranno aggiungersi le somme dovutegli a titolo di indennità per la carica di sindaco. Da un primo cittadino che si è proposto in tale ruolo come imprenditore di successo disposto a sacrificare se stesso e le sue aziende per mettere a disposizione della collettività da cui ha ottenuto il mandato la propria esperienza e professionalità mi sarei aspettata un comportamento più opportuno per l'ente pubblico e più conforme all'etica».