«Riso, nessun allarme per i produttori»

VALLE. «Il rischio paventato dal presidente dell'Airi esiste più per i consumatori che per i produttori. Il riso italiano offre l'assoluta garanzia di qualità e di assenza di organismi geneticamente modificati: non ci sentiamo di dire altrettanto per quanto riguarda la produzione vietnamita, thailandese o di chissà dove». Giuseppe Ghezzi, presidente Coldiretti della provincia di Pavia, commenta cosi l'uscita di Mario Preve, presidente delle industrie risiere. Sulla stessa linea d'onda anche Giovanni Desigis (Unione agricoltori) e Roberto Bigi (Cia): la possibilità di importare riso da tutto il mondo non disturba le organizzazioni sindacali agricole. La Commissione europea aveva prorogato le importazioni di riso fino al 31 dicembre in via temporanea, per dare uno sfogo al mercato in seguito al blocco delle partite di riso transgenico proveniente dagli Usa.
I tre sindacati difendono la qualità del riso italiano. «Speriamo che i controlli richiesti dalla Ue per il riso americano proseguano e siano allargati a tutte le importazioni, al fine di garantire i consumatori nei loro acquisti - commenta ancora Ghezzi -. Auspichiamo che si decida presto di inserire obbligatoriamente nell'etichetta l'indicazione del Paese di origine in modo da consentire scelte consapevoli da parte dei cittadini. Il riso italiano è a disposizione dei consumatori: è sufficiente dichiarare apertamente la sua provenienza e poi sarà il mercato a decidere se si dovrà acquistare all'estero oppure in Italia». Anche Desigis, presidente dell'Unione agricoltori di Pavia, non crede alla minaccia del Sudest asiatico: «Da anni ormai, con la nuova Organizzazione comune di mercato, ci hanno abituato a pensare in termini di concorrenza. Siamo pronti a competere a livello mondiale, anche se fino a ieri il riso coltivato in Vietnam non era considerato di ottima qualità: si vede che oggi il prodotto asiatico è migliorato». Importare riso dai paesi asiatici per qualche mese in più rispetto agli anni passati non lo preoccupa più di tanto: «Siamo tranquilli con il nostro prodotto. Non si deve stare sulla difensiva perché il nostro riso è di una qualità migliore». Anche Roberto Bigi, presidente provinciale della Confederazione italiana agricoltori, esalta il riso nazionale. «Va ricordato che il nostro prodotto è coltivato con precise misure sanitarie, che ogni risicoltore deve rispettare per legge: non sono altrettanto sicuro che sia cosi anche per i nostri colleghi dell'Asia o di altri continenti - commenta Bigi -. Si deve combattere a livello globale: ma lo si faccia ad armi pari. Nessuna concorrenza sleale: le regole dell'economia vanno di pari passo con quelle dell'etica. Va salvaguardato il lavoro dei nostri produttori». (u.d.a.)