Alonso con tranquillità, ma senza esagerare
Un ‘carrarmato' da guidare in tutta tranquillità (ma non troppo) destinato ad Alonso ed un missile preparato apposta per Giancarlo Fisichella. La tattica con cui la Renault arriva a San Paolo è chiara, quasi obbligata; fare in modo che lo spagnolo capoclassifica inganni il tempo fra la partenza e l'arrivo del Gp e, al contempo, Fisico vada a caccia dei punti che mancano per il titolo costruttori.
Un punticino appena ed il bis mondiale sarà cosa fatta per Alonso. Di fatto gli basta arrivare (basta un piazzamento tra i primi otto), dunque evitare qualsiasi inconveniente tecnico e tenere gli occhi ben aperti per tenere lontano eventuali guai disseminati lungo la pista.
«Ma partire con l'idea di centrare un sesto posto - interviene Briatore - sarebbe un grave errore, atteggiamento che ci metterebbe in difficoltà».
In effetti la situazione è curiosamente simile a quella che nel 2003 consegnò il mondiale a Schumi proprio all'ultima gara. Al ferrarista serviva un solo punto o, quantomeno, che Raikkonen, allora il diretto avversario, non vincesse la gara. Ebbene, il tedesco si presentò in versione ‘ragioniere' e per poco non capitò l'inimmaginabile; al traguardo arrivò proprio ottavo, al termine di una Gran Premio difficilissimo, nel quale parve irriconoscibile. In ogni caso a vincere ci pensò Barrichello, chiudendo cosi la porta alle ambizioni di Raikkonen.
Ora nelle intenzioni di Briatore il Barrichello di turno dovrebbe essere proprio Fisichella, tanto criticato dalla stampa spagnola dopo la Cina (reo di non aver rintuzzato con vera determinazione l'attacco di Michael Schumacher) ed eletto attaccante unico dal team transalpino. La Renault ha preparato l'ultima trasferta dell'anno quasi in incognito, girando a Silverstone in compagnia della sola Spyker (mentre la Ferrari era a Jerez insieme ad altri team). E' toccato al tester Piquet Junior (160 giri completati in un giorno) mettere alla frusta la R26.
Marco M. Nagliati