"Questa mia Bassa": ecco i premiati
ALZUZZANO.Come ogni anno si è rinnovato il ricordo di Cesare Angelini nell'ambito della Sagra del Comune di Albuzzano, concludendo in maniera ideale le celebrazioni del trentennale della sua morte. I Comuni di Albuzzano e di Torre d'Isola, accomunati dalla memoria di Cesare Angelini (nato ad Albuzzano e seppellito a Torre d'Isola), avevano bandito il 6º concorso 'Questa mia Bassa. In ricordo di Cesare Angelini" rivolto a giovani nell'ambito degli studi di Letteratura e lingua italiana, Storia politica, sociale e economica, Storia e critica d'arte, Storia e critica dello spettacolo. Il premio è stato patrocinato dall'Amministrazione Provinciale - Assessorato ai Beni e alle Attività Culturali - dall'Associazione Cesare Angelini e dall'Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, insieme alla Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia e la Fondazione Cariplo. Domenica sono state premiate due tesi presso la palestra polifunzionale di Albuzzano.
Anche quest'anno la giuria era presieduta dal prof. Maurizio Vitale, Accademico della Crusca e Accademico dei Lincei, aiutato nel giudizio dal prof. Angelo Stella, ordinario di Storia della lingua italiana all'Università di Pavia e dal prof. Ezio Barbieri. Sono intervenuti alla premiazione la prof. Anna Carrera in rappresentanza dell'Ufficio Scolastico Regionale e Paolo Pulina, in rappresentanza del nuovo Assessore provinciale ai Beni e alle Attività Culturali Marco Facchinotti. Hanno vinto il premio di mille euro le tesi di Wanda Santini (ambito letterario) e Federica Bardonali, che si sono occupate rispettivamente di Dante e Goito. Particolare menzione è andata poi a Ilaria Marchesi, Valentina La Vitola, Alessandro Voltolin, Maddalena Capra e Paola Concaro. Il vicepresidente della Provincia Marco Facchinotti ha inaugurato insieme al sindaco la biblioteca dedicata a Cesare Angelini e gli alunni delle scuole elementari di Torre d'Isola e Albuzzano hanno presentato i lavori svolti per ricordarlo. Quest'anno i ragazzi hanno partecipato al progetto 'Archivio delle Voci. Per un Museo dell'oralità". Per raccogliere le testimonianze del dialetto locale hanno collaborato con l'Università degli Studi di Pavia e con il professor Stella. Lo scopo? Raccontare come, fino alla seconda guerra mondiale, ogni municipio abbia avuto una lingua propria che lo distingueva da tutti gli altri, cosi come lo distinguono il nome del santo patrono, dei campi, del blasone. (a.ghez.)