Quarto mese in negativo ma l'Italia resta leader
ROMA.Mentre l'Europa rivede al rialzo le stime sullo sviluppo economico, il suo mercato dell'auto continua a perdere colpi e a fine settembre annulla il margine di progresso accumulato nella prima metà dell'anno. Cosi il Centro Studi Promotor commenta i dati sulle immatricolazioni delle auto a settembre, rilevando però che quello italiano resta comunque al momento il più dinamico tra i cinque maggiori mercati del continente. In settembre - rileva il Csp - per il quarto mese consecutivo, le immatricolazioni sono infatti in calo e si è praticamente annullato il margine che il mercato europeo dell'auto aveva accumulato nella prima metà dell'anno. Il consuntivo a fine settembre 2006 chiude infatti con un incremento contenuto in un risicato 0,1%. «Questo andamento - sottolinea la nota - non appare coerente con la situazione economica europea che vede in crescita produzione industriale, ordini e andamento delle vendite al dettaglio ed in calo l'occupazione. Tra l'altro nei paesi dell'Euro e nel Regno Unito cresce la fiducia dei consumatori e rallenta anche la dinamica dei prezzi». Tra i cinque maggiori mercati del continente, quello che presenta il tasso di crescita più elevato a fine settembre è però il mercato italiano, che fa registrare un incremento del 4%. E, anche se in Italia le immatricolazioni, dopo un inizio d'anno decisamente promettente, in settembre hanno fatto registrare un calo per il quarto mese consecutivo, quello italiano resta comunque al momento il più dinamico tra i cinque maggiori mercati del continente. Anche l'andamento del mercato dell'auto in Italia però - sottolinea il Csp - «non è coerente con quello dell'economia perchè, anche per il nostro Paese, vengono riviste al rialzo le previsioni di crescita per il 2006 che, secondo le ultime stime, dovrebbe far registrare un tasso di incremento del Pil dell'1,8%». Tuttavia, aggiunge il Centro Studi Promotor, «sulle prospettive per le vendite di autovetture in Italia aumentano le preoccupazioni. Innanzitutto per l'impatto sulla propensione all'acquisto di auto di famiglie e imprese dell'aumento, generalizzato e diffuso, della pressione fiscale. Poi perchè si sta delineando una vera e propria stangata sull'auto aziendale che, annullando o ridimensionando fortemente la deducibilità dei costi per le autovetture aziendali, comporta forti incrementi di imposte per gli operatori economici che utilizzano autovetture, cioè per la quasi totalità degli operatori economici. Naturalmente - precisa il Csp - questa situazione avrà conseguenze negative sulla domanda di autovetture, mentre è lecito nutrire seri dubbi sulla efficacia dei nuovi incentivi alla rottamazione, in quanto i benefici per chi acquista una auto euro 4 o euro 5 e ne rottama una euro 0 o euro 1 sono modesti e per di più spalmati in due (o tre) anni». Nel complesso del mercato europeo, nonostante la situazione di stagnazione di cui si diceva, vi sono tuttavia - evidenzia il Centro Studi Promotor - gruppi che conseguono risultati importanti. Innanzitutto il gruppo Fiat che, con una crescita del 17,8% nei primi 9 mesi del 2006, porta la quota di mercato dal 6,4% al 7,5%, poi Toyota (+9,3%), Volkswagen (+5,5%), DaimlerChrysler (+1,4%), Bmw (+0,6%).