La cripta di Sant'Eusebio è ingabbiata da trent'anni
PAVIA. Pavia ha un passato glorioso, sinonimo di grandezza e splendore. A ricordarcelo restano i monumenti, testimoni discreti e silenziosi. Talmente tanto, verrebbe da aggiungere, da cascare a volte nel dimenticatoio. Chi vuole visitarli, a volte, deve fare i salti mortali. Iniziamo oggi un viaggio nelle bellezze dimenticate o inaccessibili di Pavia.
Piazza Leonardo da Vinci merita una visita, anche se è impossibile visitare la sua attrattiva principale, perché da almeno dieci anni è chiusa al pubblico.
La cripta di Sant'Eusebio, resto di una basilica già esistente in epoca longobarda, 'è tra le più antiche ad 'Oratorio" - recita la guida - e ha capitelli con foglie di tipo romanico e uno straordinario rivestimento di impronta bizantina". Peccato, aggiungeremmo noi, che lo splendore decantato dalla guida turistica centri poco o nulla con lo stato reale in cui si trova la cripta che, difficilmente percepibile nella sua interezza, fatica a sopravvivere trasandata com'è, sotto la protezione di una discutibilissima tettoia in lamiera degli anni Settanta. Non esistono didascalie e pannelli esplicativi, c'è solo una targa in marmo che indica i secoli della sua realizzazione 'VII-X", appesa al cancello di ferro nero che corre tutto intorno a mo'di recinzione. Non si può entrare, è chiuso a chiave e nemmeno le visite guidate, ci dicono, hanno il permesso di accedervi. Si può solo sbirciare dall'esterno attraverso le sbarre, ma lo spettacolo a dirla tutta non è gran cosa: la pietra è ricoperta di foglie secche e le erbacce crescono dappertutto, insieme alle ragnatele. Per terra è peggio che una discarica, vetri, bottiglie di birra, bicchieri di plastica, sacchetti di patatine non possono che destare sconcerto. 'È cosi da sempre - raccontano alcuni dipendenti delle Poste, che di qui ci passano ogni mattina da almeno vent'anni - ci sono gli incivili che ci gettano dentro di tutto, e poi c'è l'amministrazione che non si preoccupa della manutenzione". Sembra addirittura che le luci messe per illuminare la cripta non funzionino, e se si tiene conto che la tettoia nera fa molta ombra, è meglio venire in pieno giorno, col sole magari riuscirete a vedere qualcosa. (c.a.)
(1/ continua)