Intercettazioni illegali si bipartisan al decreto

ROMA.Sarà il gip, il giudice per le indagini preliminari, a disporre in tempi rapidi e certi la distruzione delle intercettazioni illegalmente raccolte. Il decreto legge varato dal governo dopo le polemiche sulla vicenda Telecom, è stato ieri rivisto in Senato grazie a un'intesa bipartisan, lodata anche dal presidente Franco Marini. Quattro gli emendamenti approvati, relativi alla distruzione degli atti raccolti in modo illegale e alle sanzioni per chi li detiene o li pubblica.
La distruzione.Il pm chiede l'immediata «secretazione e la custodia in luogo protetto» dei documenti, dei supporti e degli atti riguardanti dati e contenuti di conversazioni o comunicazioni relativi al traffico telefonico e telematico, illegalmente formati o acquisiti; allo stesso modo dispone per i documenti formati attraverso la raccolta illegale di informazioni. Di questi documenti è vietato effettuare copia in qualunque forma e in qualunque fase del procedimento e il loro contenuto non può essere utilizzato.
Le sanzioni.A titolo di riparazione può essere richiesta all'autore della pubblicazione degli atti o dei documenti, al direttore della testata e all'editore, una somma determinata in ragione di 50 centesimi per ogni copia stampata oppure da 50mila a un milione di euro, secondo l'entità del bacino di utenza dove la diffusione sia avvenuta con mezzo radiofonico, televisivo o telematico. L'entità della multa non può essere inferiore a 10mila euro. L'azione può essere intrapresa da coloro che sono interessati nelle illecite intercettazioni. La prescrizione scatta al termine di cinque anni dalla data di pubblicazione.