Il futuro della Chiesa passa da Verona

VERONA.Verona aspetta Joseph Ratzinger, che oggi sarà nella città scaligera per la prima volta da Pontefice, dopo esservi stato già nel 1957 insieme al fratello Georg. Ma la vera attesa di Benedetto XVI è quella dei 2.700 partecipanti al Convegno ecclesiale nazionale, per l'indirizzo che con il suo intervento il Papa vorrà imprimere ai prossimi dieci anni della Chiesa italiana.
Equamente divisi tra laici e clero, di età non più giovanissima e con una presenza femminile scarsa, i delegati sono riuniti da lunedi a Verona sul tema «Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo»: dopo il primo giorno dominato dall'ammonimento del cardinale Dionigi Tettamanzi - «è meglio essere cristiani senza dirlo che proclamarlo senza esserlo» - e dopo due giorni di riflessione prima in conferenza e poi in piccoli gruppi su lavoro e festa, vita affettiva, fragilità, cittadinanza, tradizione, tutti sanno che sarà il discorso del Papa a dare la linea al convegno.
Benedetto XVI si rivolge all'assemblea stamani nell'aula della Fiera e nel pomeriggio si sposta allo stadio Bentegodi, dove si aspettano centomila persone e un congruo numero di rappresentanti politici, a cominciare dal premier Romano Prodi e dal capo dell'opposizione Silvio Berlusconi.