Case nuove, la legge è un optional
VIGEVANO. I 989 cantieri aperti in città ricordano una corsa campestre scolastica in cui gareggiano tutti: preparati e non. I costruttori confermano i timori di Luciano Saino: le nuove case non rispettano le leggi sul risparmio energetico, la gente non le chiede e pochi immobiliaristi ci pensano.
Un decreto legislativo del 2005 (il 192) prevede che i costruttori rilascino a chi compra un casa nuova certificati che dicono quanto costerà riscaldarla e quanto rumore può assorbire. «A Vigevano nessuno li rilascia - dice Fiorenzo Bortesi, amministratore dell'Artedil - . Noi abbiamo quattro cantieri per un totale di quasi 400 appartamenti e senza incentivi statali in strutture cosi grosse la tecnologia per risparmiare non si può portare, anche perché la gente non è disposta a pagare e non è culturalmente preparata. Un esempio: noi possiamo costruire palazzi con un'unica centrale termica e appartamenti che si gestiscono il proprio riscaldamento, ma ogni compratore vuole la propria caldaia».
Non tutte la case però sono uguali. «Noi - dice Antonio Pastormerlo, presidente della Licis - costruiamo con murature coinbentate, pannelli antirumori sotto il pavimento e controsoffitti per l'isolamento acustico, in alcuni cantieri ci sono anche i pannelli solari». Interventi che costano. «Se fatti bene, il prezzo cresce solo del 5%, ma la maggior parte degli imprenditori preferisce guadagnare di più rinunciando alla qualità, anche perché la legge li obbliga, ma nessuno li controlla». Cosa si può fare? «Serve un nuovo regolamento edilizio e poi l'ufficio tecnico deve controllare i cantieri - sostiene Pastormerlo - . E poi vanno velocizzate le procedure, se no gli imprenditori sono spinti ad aggirare le regole. Noi ad esempio abbiamo aspettato tre mesi per un bonifica dell'Arpa: è troppo».
I controlli sono la nota dolente. «Una volta - spiega un altro costruttore vigevanese, che ha chiesto l'anonimato - ho suggerito ai tecnici dell'Asl di controllare un cantiere vicino al nostro, che era stato aperto da una delle tante imprese artigiane che si sono improvvisate costruttori edili con il nuovo Prg. Mi hanno risposto che se l'avessero fatto, quel cantiere avrebbe chiuso. La conseguenza è che Vigevano si sta rimpiendo di palazzi brutti e costruiti non rispettando le leggi, anche perché molti costruttori nemmeno le conoscono». Neppure i clienti però si rendono conto di cosa acquistano: «Bastano due centimetri di legno in più per avere dei serramenti che fanno risparmiare davvero sul riscaldamento - spiega - ma la gente non lo chiede e se in casa trovano la muffa li convincono che è perché non hanno aperto le finestre, invece dipende da come è stata costruita la casa».
Quanti degli oltre 2mila nuovi appartamenti troveranno un compratore? Bortesi non si sbilancia, per Pastormerlo il 70% non avrà mercato: «A Vigevano manca il lavoro, per venderli dovranno abbassare i prezzi per far rientrare chi si è trasferito nei paesi vicini». «Non riceviamo più telefonate di potenziali clienti - dice il terzo costruttore - . I prossimi appartamenti non li vorrà nessuno, nemmeno se regalati».
Il quadro non è incoraggiante. «Il nuovo Prg - dice Pastormerlo - avrebbe dovuto porre paletti per gestire lo sviluppo della città, invece cosi ci troviamo con condomini nuovi in periferia».