Forza Italia, l'emorragia non si arresta

PAVIA. Le defezioni da Forza Italia arrivano con il contagocce. Dopo Scova (Pavia Storica) e Braghieri (Pavia Est), ieri è arrivata anche quella del consigliere Igor Bertonazzi (Pavia Nord Est). All'origine c'è un malumore all'interno della coalizione azzurra pavese, ma anche l'insofferenza per una politica vissuta, sempre e comunque, come contrapposizione tra schieramenti. Cosi, almeno, dicono i fuoriusciti.
Massimo Braghieri, che ha lasciato la carica di capogruppo di Forza Italia nel quartiere di Pavia Est, spiega cosi quanto sta accadendo: «Queste scelte sono il frutto di un ragionamento durato mesi e maturato tra un gruppo di amici che avevano deciso di fare politica. Ma le logiche di partito ci stanno sempre più strette. Magari capita che una buona idea venga inficiata solo perchè arriva dalla parte avversa. E questo non va nell'interesse dei cittadini». Braghieri non nega che all'interno di Forza Italia, per la quale aveva già svolto una legislatura in quartiere, vi sia malcontento.
«C'è un problema di spazi, di possibilità di crescita. Non posso certo nascondermi dietro a un dito. Ma c'è anche una questione più generale. Ultimamente l'amministrazione comunale, soprattutto sotto la guida del sindaco Capitelli, ha sempre più tentato di 'emarginare" i quartieri, forse perchè in passato proprio dalle circoscrizioni sono arrivate le proposte e le critiche più stimolanti. Allora abbiamo pensato di fare un passo indietro; uscire dalla logica del partito, nella speranza che dall'altra parte accada qualcosa di simile». Braghieri parla della difficoltà di fare politica 'sporcandosi le mani". «Qua la gente ti vota perchè si aspetta certe cose da te. - conclude - Se poi non le vede realizzate, il riscontro è immediato. E comunque c'è malumore anche nei rappresentanti di altri partiti». Le fuoriuscite, però, al momento riguardano solo Forza Italia. E il segretario cittadino, Graziano Leonardelli, le spiega cosi: «Prima di tutto va detto che nei quartieri si è sempre operato in maniera un po' 'scollegata" rispetto ai partiti o alla maggioranza di governo. In una circoscrizione, ad esempio, avevamo un presidente pur non avendo la maggioranza. Poi, forse, stiamo scontando la delusione per l'esito delle ultime consultazioni, politiche e provinciali. L'osservazione legata al mancato coinvolgimento della base, inoltre, si spiega con il fatto che Forza Italia non è nè un partito nè un movimento. Credo, anzi, che prima o poi dovrà decidere cosa essere. E questa riflessione è tanto più necessaria in quanto quasi tutti gli organi sono in scadenza. Qualcuno, infine, ipotizza un passaggio di consiglieri alla Margherita: ma è uno scenario che smentisco categoricamente». La prossima settimana si potrebbe rivelare molto importante per il futuro assetto del centrodestra a Pavia.