«In città servono più controlli»
VIGEVANO. E' una città sicura, ma attenzione all'aumento di abitanti, che richiede necessariamente più controlli. E' il commento dei vigevanesi che davanti agli ultimi fatti di cronaca - 14 scippi in poco più di un mese, una tentata rapina l'altro ieri in via Boldrini alle 20, truffe agli anziani - non si sentono meno sicuri, ma chiedono più protezione in vista del futuro. Il numero degli abitanti negli ultimi anni è aumentato: è necessario secondo la gente un aumento dei controlli e dell'organico delle forze di polizia.
Il problema resta la microcriminalità, che sembra prendere piede sempre di più anche nelle strade del centro. Ma la situazione di Vigevano, secondo il musicista Fabio Coppini, non è diversa da quella delle altre città italiane. In alcuni casi è forse migliore. «Rispetto ad altri comuni - dice Coppini - qui la situazione è normale. Sono appena tornato da Bologna, un tempo era considerata isola felice, oggi simile a molte altre grandi città. L'aumento di microcriminilità sta nell'ordine delle cose, quando una cittadina aumenta il numero di abitanti. Quello che mi spaventa è che questo possa dar adito a dei pregiudizi razziali, come è successo in molti altri casi». Di fatto però dopo le 20 a percorrere le strade del centro ci sono poche persone, alcune vie sono proprio deserte. Lo conferma l'ottico di via del Popolo Maurizio Buzzoni. «Quando esco dal negozio la sera - dice - non c'è in giro nessuno. La città è deserta, faccio pochi passi e raggiungo la mia auto. Ma una ragazza che a quell'ora si trova a tornare a casa da sola come può fare? Poi si vedono in giro anche pochi rappresentanti delle forze dell'ordine». Camminando per le vie del centro si incontrano pochi capannelli di gente, quasi sempre di stranieri. L'abitudine dell'aperitivo, tanto in voga a Milano, a Vigevano sembra aver preso poco. Si va a casa subito a mangiare e i giovani escono dopo le 22.30, mentre chi già ha qualche anno di più sta a casa. «Quando finisco di lavorare - dice Andrea Brasolin, barista in piazza Ducale - torno a casa e non incontro molte persone. Non ho paura di venire aggredito e giro abbastanza tranquillo. Ma non avevo paura nemmeno quando vivevo a Londra, e là mi è capitato di subire un'aggressione».