In auto, in ascensore, nell'androne le regole per evitare brutti incontri
ROMA.Corsi di autodifesa, bombolette irritanti, fischietti sempre pronti in tasca per richiamare l'attenzione, il numero delle forze dell'ordine memorizzato sul telefonino. Alla sicurezza delle donne, purtroppo, contribuiscono spesso solo le donne stesse e le associazioni italiane che si occupano di violenze e maltrattamenti da tempo insistonono su questo punto: le donne devono abituarsi a realizzare accorgimenti che possono diminuire i rischi quotidiani. Ma quali? Innanzitutto, sostengono gli esperti, non bisogna esitare a chiedere aiuto e non bisogna vergognarsi di gridare per richiamare l'attenzione di altre persone se ci si trova in situazioni sospette o di vero e proprio pericolo.
Un vademecum realizzato dal Telefono Rosa di Torino consiglia poi di: essere caute nell'accettare passaggi in auto specie da estranei; evitare di salire da sole in ascensore con uno sconosciuto; di notte non dimenticare di mettere la sicura alle portiere dell'auto, non aprire il finestrino per rispondere a richieste di informazioni o di aiuto se non in situazioni di evidente e effettiva necessità; arrivare sempre al portone di casa o del luogo di lavoro con le chiavi pronte per non dover frugare nella borsetta specie se di notte; se si è seguite evitare di rifugiarsi in luoghi bui o deserti; se si è seguite in auto di sera non parcheggiare ma dirigersi subito verso la questura o una stazione di carabinieri; evitare di parcheggiare in garage sotteranei di notte; in bus di notte prenotare la fermata all'ultimo momento; imboccare sempre la strada più illuminata e frequentata; evitare per quanto possibile di tornare a casa da sole la sera; chiedere a chi le accompagna in auto di attendere sotto il palazzo per avere la conferma che si è entrate in casa; non accettare colloqui in auto o in luoghi insicuri; rispondendo ad annunci di lavoro non accettare mai appuntamenti in auto o per strada, farsi dare un recapito telefonico di rete fissa e al primo appuntamento precisare di essere attese da un accompagnatore.
Dall'8 marzo 2006 è inoltre attivo il numero di pubblica utilità 1522 «Antiviolenza Donna» promosso dal ministero per le Pari Opportunità e dedicato al supporto, alla protezione e all'assistenza delle donne vittime di maltrattamenti e violenze.
Il ministero, guidato oggi dall'onorevole Barbara Pollastrini, ha anche attivato il portale «Arianna-Rete nazionale antiviolenza» che fornisce consigli a chi ha subito una violenza sessuale.
Indicazioni che riguardano, ad esempio, «cosa puoi fare subito»: chiamare il 113 o l'1522 e farsi accompagnare al pronto soccorso, chiamare l'1522 anche se non ci si vuole rivolgere alle forze dell'ordine, non lavarsi anche se ci si sente «sporche» perchè potrebbero andare perdute prove preziose per individuare l'aggressore, conservare gli indumenti senza lavarli perchè potrebbero servire per una eventuale denuncia.
E «Arianna» viene incontro anche a quelle donne che non hanno avuto il coraggio di chiamare subito aiuto e a chi, nonostante siano passati mesi o anni dalla violenza, soffre ancora di ansia, irritabilità, insonnia o incubi notturni, indirizzandole a Centri specializzati che potranno aiutarle.
(Monica Viviani)