Il Financial Times scarica tutte le colpe sui sindacati
ROMA.Accusa e difesa. Di chi è la colpa delle condizioni Alitalia? Secondo il Financial Times «i sindacati italiani bloccano il decollo della ristrutturazione di Alitalia». Secondo i sindacati «il piano di Cimoli è fallito, perchè non c'è un orientamento industriale» (Mauro Rossi, segretario generale trasporti aerei Cgil). Insomma, polemica a distanza su una situazione che, ne convengono tutti, diventa ogni giorno più disastrosa.
Scrive Paul Betts che i «rimedi sono ovvi: tagliare la forza lavoro, rinegoziare i contratti di lavoro, ridisegnare la struttura delle rotte, tornare all'utile e stringere un'alleanza con altre forti compagnie aeree». Secondo il giornalista il problema è che la compagnia «rimane un feudo politico e se l'amministratore delegato se ne andrà, come sembra sempre più probabile, il suo successore probabilmente non farà meglio se non gli verrà data carta bianca per ristrutturare». I sindacati, preconizza Betts, «quando il gioco si farà duro scenderanno in sciopero» e la sinistra cederà.
L'allarme dei conti Alitalia è da codice rosso. Secondo la Cisl il grave è che si «continui a cedere attività di volo e a perdere attività di mercato vanificando i sacrifici dei dipendenti. Spetta al governo evitare con interventi rapidi e concreti il definitivo tracollo di Alitalia, che avrebbe effetti devastanti sull'intero comparto». Scende in campo anche Guglielmo Epifani, segretario Cgil, che definisce «ingeneroso» dare le colpe di quello che accade ai sindacati: «Negli ultini tre-cinque anni i lavoratori Alitalia hanno dato molto al risanamento dell'azienda, sacrificando tempo e stipendio. C'è invece una responsabilità del management». Su questo anche i sindacati di categoria sono d'accordo. Per Mauro Rossi, segretario della categoria per la Cgil, «le accuse di FT sono la prova che anche il Financial Times a volte utilizza le veline, pubblicando la versione che l'amministratore Giancarlo Cimoli avrebbe dato nell'audizione parlamentare che ieri è saltata».
Dal 2004, ricorda il sindacalista, furono firmati accordi che ridussero fortemente il costo del lavoro, al punto che oggi è tra i più bassi d'Europa. Quanto all'accusa che gli organici sarebbero oltremodo affollati, il sindacalista risponde che dal 2004 sono stati espulsi dall'Alitalia più di tremila occupati, portando gli addetti complessivamente a meno di 19.000 unità. «Anzi la contrazione del numero degli occupati è stata cosi forte che la stessa Enac ha avanzato dei rilievi perchè la produttività ne risente».
Secondo i sindacalisti «è il piano di Cimoli che è fallito, perchè dall'uscita di Cempella sono stati chiamati ad amministrare l'azienda solo manager con grande competenza finanziaria fino ad arrivare a Cimoli che ha tagliato tutto e distrutto la produttività aziendale. Qualsiasi manager che debba andare negli Usa, va a Parigi dove ha a disposizione nove voli per l'America e non utilizza l'Alitalia che ha un volo solo da Malpensa e, se lo perde, non parte più. E' solo un esempio che possono verificare tutti».