Commercio, cosi la Regione avvicina Borgarello

PAVIA. Il consiglio regionale l'ha approvato: il Piano triennale del settore commerciale (2006-2008) è divenuto realtà, tracciando le nuove forme che il commercio avrà anche in provincia di Pavia. Criteri che cambiano: si affida alla qualità dei progetti e non alla quantità di metri quadri da assegnare alle province, il potere di determinare quali mega-strutture commerciali costruire. Criteri che sembrano tagliati come un abito su misura per il nuovo centro commerciale di Borgarello, il cui progetto non è ancora stato presentato ma che potrebbe comparire a breve termine. Intanto sul piano si esprimono le categorie, con una proposta alla Provincia: che si faccia centro di coordinamento per il controllo della media distribuzione.
Antonio Vitolo, sindaco di Borgarello, sceglie poche parole per descrivere una situazione che evolve lentamente. O almeno cosi è stato sino ad ora. «Adesso il Piano del commercio regionale è ufficiale - sottolinea - Lo guarderemo con attenzione. Se la richiesta di intervento ci sarà presentata valuteremo se sarà compatibile sotto l'aspettoe conomico e territoriale».
Il 29 settembre scorso il Comune ha promosso il bando per la stesura del Pgt (Piano di governo territoriale), condizione necessaria per la realizzazione del centro commerciale. Stesura a cui procede l'architetto Giorgio Corioni.
Contemporaneamente, o comunque fra pochi giorni, potrebbe divenire ufficiale il progetto sul centro commerciale. Sono in molti ad attenderlo, anche se con sentimenti contrastanti. «La paura è tanta, e la preoccupazione pure», spiega Ascom, di cui è presidente Aldo Poli, mentre Romeo Iurilli, presidente di Confesercenti mostra cautela: «Il progetto per ora non c'è: aspettiamo qualcosa di concreto. E' importante comunque non costruire un clima di terrore».
Sull'insieme del piano regionale è Ascom invece ad andar cauta. «Fa piacere il fatto che abbiano accolto alcuni nostri emendamenti - sottolinea - Da una prima lettura il piano potrebbe sembrare migliore rispetto a quello di tre anni fa, ma bisogna stare attenti a come verrà realizzato e al regolamento attuativo. Mai abbassare la guardia».
«Di buono c'è la premessa che parla di aree sufficientemente servite anche in provincia di Pavia - conclude Ascom - Il passaggio dal criterio della quantità a quello della qualità potrebbe far pensare ad una soluzione migliore: sono stati fissati parametri molto rigidi, ma i numeri sono fatti anche per essere interpretati».
«Il piano regionale presenta novità importanti - sottolinea Iurilli - La prima è l'adozione del criterio della qualità perchè modifica il sistema delle autorizzazioni rispetto alla grande distribuzione. Il problema è capire come questo criterio vada attuato. Di certo questo modello a 'impatto zero" fa progredire la programmazione perchè significa introdurre limiti per la distribuzione sopra i 15 mila metri quadrati». «Complessivamente il modello potrebbe funzionare - conclude Iurilli - tenendo conto del fatto che la Lombardia è terza in Italia nel rapporto metri quadrati commerciali/abitanti, e a Pavia la densità è ancora maggiore».