Addio a Pazzaglia, filosofo di Arbore e autore di canzoni per Modugno

ROMA.Riccardo Pazzaglia era uno di quei personaggi rari che è stato al centro del mondo della musica, del cinema e della televisione ma che non amava apparire. Il suo massimo momento di celebrità lo ha vissuto accanto a Renzo Arbore nei panni del filosofo di «Quelli della notte», dove si ritagliò un ruolo tutto speciale con l'invenzione del «Brodo primordiale» e con un gesto, rimasto nella memoria, per indicare che la qualità della conversazione stava scendendo sotto il livello di guardia.
Se quella è stata l'occasione in cui il grande pubblico l'ha conosciuto, Pazzaglia «nell'ambiente» era una celebrità, un intellettuale stimato e amato che dopo la laurea in lettere si era diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia. Era nato a Napoli nel 1926 e della sua città natale ha sempre conservato l'umorismo, la cultura raffinata e l'amore per la canzone. In questo ambito è stato uno dei più fedeli autori di Domenico Modugno per il quale ha scritto canzoni satiriche come «Io mammeta e tu», «O ccafè» cosi come brani di più ampio respiro come «Sole, sole, sole» che Vittorio De Sica inseri nella colonna sonora di «Giudizio universale». Come autore di canzoni ha scritto «Lazzarella» portata al successo di Aurelio Fierro, «Nisciuno po' sape'» cantata da Gloria Christian e «Sole malato» cantata da Mario Abbate e Peppino Gagliardi. Negli anni '70 ha ripreso la collaborazione con Modugno firmando «Come stai» e l'edizione del «Cyrano». Pazzaglia che ha avuto alle spalle anche una carriera di regista per il cinema ha scritto anche «I dolci inganni» musicata da Piero Piccioni per il film omonimo cosi come «Una donna nel mondo» cantata da Nico Fidenco nel film omonimo. Tra le sue cose più divertenti «Giovanni della Torretta» presentata da Marino Marini a «Un, due, tre» la celebre trasmissione televisiva di Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello. Dopo il successo come filosofo televisivo, Pazzaglia ha preferito rimanere appartato rispetto alla grande ribalta rimanendo fedele al suo personaggio di ironico osservatore.