La sfilata davanti all'avvocato pedofilo

ROMA. L'avvocato, come si faceva rispettosamente chiamare dai ragazzini, amava far sfilare, in abiti succinti, le piccole vittime. Poi, inevitabile, scattava la violenza sessuale. Mai una violenza propriamente detta ma, come è d'abitudine in una specifica categoria di pedofili, una circonvenzione, un convincimento lento e progressivo della vittima, oggetto di doni o di denaro e di attenzioni visto che l'avvocato in questione era molto ricco.
Il facoltoso avvocato, praticamente gestore di due società di villaggi estivi giovanili e di avvio al mondo dello spettacolo, anche per conto di alcuni Cral, esercitava saltuariamente. Si chiama Alberto Gallo, ha 49 anni ed è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Roma, diretta da Alberto Intini.
In particolare l'operazione è stata condotta dagli agenti della Quarta Sezione, la Antipedofilia, diretti da Dania Manti, che hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare richiesta dal pubblico ministero Francesco Scavo Lombardi ed emessa dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Renato Croce.
Altre quattro persone - due donne e due uomini, tutti collaboratori del professionista - sono indagati per favoreggiamento o concorso. Uno in particolare gli avrebbe presentato un ragazzino, futura vittima.
Quattro sono i casi di violenza sessuale accertati, ai danni di una ragazzina e tre maschi, tutti di età compresa tra i 13 e i 15 anni, avvenuti nello scorso anno e nel 2006. L'accusa per Gallo è di violenza sessuale con l'aggravante di aver approfittato del potere di vigilanza o di custodia del minore, poiché il reato in alcuni casi è avvenuto nel villaggio estivo.
In altri a casa sua, nello studio, nel lussuoso quartiere Parioli. Poco lontano, le sedi delle società, la «Prince management» e la «Anderson Srl» con tanto di siti (www.princemanagement.it e www.andersonclub.it), grande successo di pubblico e di fatturato. Società che ieri pomeriggio sono state sequestrate. Le indagini, intercettazioni e pedinamenti, sono cominciate otto mesi fa circa ma in realtà gli agenti tenevano d'occhio l'uomo sin da quando nel 2004 patteggiò (condannato a un anno e sei mesi di reclusione) al processo in cui era imputato per un caso di pedofilia avvenuto a Lanciano (Chieti) proprio nel corso di uno dei soggiorni estivi. Mentre il professionista veniva arrestato gli agenti compivano perquisizioni a Napoli, Trapani e Salerno, rispettivamente nelle abitazioni di due suoi collaboratori e in quella di una vittima.
Gli agenti hanno verbalizzato le dichiarazioni di un tredicenne che ha rivelato di aver subito. La denuncia è avvenuta in un clima di forte tensione emotiva perchè il padre dell'adolescente non era al corrente della vicenda ed ha appreso tutto soltanto con l'arrivo della polizia. Il ragazzo lavorava come animatore in un villaggio turistico: l'avvocato gli aveva promesso di inserirlo nel mondo del cinema.
Gli altri tre minorenni abusati sono, invece, romani.