L'Edimes con il vento in poppa


SASSARI. L'Edimes fa subito la voce grossa e bagna con una vittoria l'esordio in campionato. Soprattutto vince la prima trasferta dell'anno: non era mai accaduto nelle cinque stagioni precedenti. Un buon viatico. Pavia riannoda il filo del discorso interrotto nelle ultime due avventure, quelle in cui è rimasta orfana dei play off e - soprattutto - ha inanellato un misero 5 su 30 on the road. Lo spirito è un altro e si vede subito. Anche se i senatori di Sassari mostrano tutta la loro ruggine, la soddisfazione è legittima.
Si brinda con il mirto nel primo dopo-cena vittorioso della nuova stagione. Dopo una settimana attraversata dalla giusta tensione e una vigilia persino un poco tormentata dai dubbi legittimati dal flop del trofeo Coralli. Maturato anche per la non perfetta condizione di molti titolari. Senza che questo diventasse un alibi. Con il senno di poi è stato il modo migliore per avvicinarsi alla prova del campionato. Che è sempre un'altra storia. L'unica che conta. L'Edimes ha prima di tutto dato una lezione sul piano atletico alla Dinamo. Che nel suo restyling estivo ha progettato un'annata importante. Eppure Pavia aveva dentro qualcosa in più. O forse molto di più. In una partita andata avanti a strappi tra due squadre ovviamente ancora sprovviste della cifra tattica di un torneo che di solito rimanda a inizio inverno la definizione delle fisionomie, erano assai più i rischi che i vantaggi sul tavolo. La soluzione, l'unica, era vincere. E' andata proprio cosi. Con Alberto Martelossi, il coach che ha scritto le pagine più importanti del basket pavese negli ultimi tre lustri, tornato sulla «sua» panchina 28 mesi dopo l'ultima apparizione nei play off 2004 contro la Virtus Bologna. Si è aperto con il botto il campionato che già domenica in via Treves porterà la corazzata Rieti (subito di goleada su Castelletto) e che promette livelli di spettacolarità ed equilibrio che nella seconda serie nazionale erano diradati da tempo. Un torneo che riproporrà una serie di classiche, su tutte il derby con Cremona che ci manca dai tempi targati Annabella. Si riesce persino a pregustare le prossime portate dopo l'antipasto gustato al PalaSerradimigni. Eppure ci sarebbe soprattutto da raccontare come è andata, la combinazione degli ingredienti e i sapori della domenica appena vissuta. L'Edimes ha piazzato una scommessa interessantissima nella sua coppia Usa. Chris Monroe e Jimmy Baxter hanno approcciato l'avventura italiana con la mentalità perfetta da applicare al basket Fiba. Perché qui è dura, qui si gioca in cinque, qui niente si risolve in quella lunga sfilza di uno-contro-uno con gli altri otto giocatori a guardare come spesso avviene negli States. Addirittura perfetto Monroe. Il campionato ungherese, seppur vissuto da protagonista, non era certo la credenziale sufficiente per dimostrarne la competitività. Quella che Chris, occhialini da intellettuale fuori dal campo e mentalità operaia nel 16x28 del parquet, ha esibito nei 33' giocati a Sassari, miglior realizzatore e miglior valutazione del match. Il 50% con appena 16 tiri, uno strepitoso 5/7 da tre punti, 8 falli subiti e trasformati in un pesantissimo 89% in lunetta. La verticalità di Baxter (10 rimbalzi), la sua fisicità in gran parte ancora da razionalizzare, ma soprattutto la capacità di trattenersi in una giornata di non eccelsa vena alla voce percentuali, sono tutte qualità su cui lavorare potrebbe rivelarsi un piacere. Dei giovani abbiamo visto - e bene - il lungo Basei e l'arrembante play Gergati. Dei senatori l'affidabilità di Ezugwu e i canestri al momento giusto di Gatto. E poi questa squadra, il cui lavoro di costruzione e assemblamento resta da definire, ha una risorsa che vale oro nel playmaker Max Stanic. Il gaucho tascabile ha cervello fino (7 gli assist riconosciutigli dallo scout sassarese) e sta solo un poco soffrendo alla voce percentuali. Da queste parti, noi, però, guardiamo al sodo. E se 7 dei suoi 9 punti li ha realizzati nel quarto decisivo, significa che Max è uno vero. Che questo campionato lo ha già vinto. Giusto un anno fa.

dall'inviato Stefano Pallaroni