Bossi: in piazza si, ma a Milano
ROMA.Unita nel bocciare la finanziaria, la Cdl si divide su come organizzare la protesta. La Lega vorrebbe portare milioni di persone in piazza - non a Roma ma a Milano perché le misure contenute nella manovra economica «colpiscono le piccole e medie imprese padane» - e annuncia che durante il vertice del lunedi con Berlusconi ad Arcore verranno decise le modalità della protesta. An vede rispuntare l'asse Lega-Forza Italia, non accetta di essere «scavalcata», e con Ignazio La Russa fa sapere che senza il consenso di Fini non si potrà decidere un bel niente.
Ma non è finita. Rocco Buttiglione annuncia che la rinione di Arcore «non vincola l'Udc» e Pier Ferdinando Casini dice chiaro e tondo che i centristi proveranno ad ottenere modifiche in Parlamento e prenderanno in considerazione l'ipotesi della manifestazione solo se il governo ricorrerà al voto di fiducia. «I Girotondi non mi sono mai piaciuti e L'Udc» annuncia l'ex presidente della Camera «metterà a punto un pacchetto di proposte perché un'opposizione responsabile ha il dovere di modificare la Finanziaria in Parlamento. Certo, se saranno sordi andremo anche in piazza perché manifestare non è un reato».
L'Udc, insomma, prende le distanze dall'asse Forza Italia-Lega ma anche nel partito di Berlusconi non tutti sono convinti che la cosa miglore sia sfilare in corteo. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ad esempio, fa sapere che non scenderà in piazza ma lavorerà in Parlamento sulla possibilità di migliorare la Finanziaria. Chi sogna una manifestazione oceanica sono invece i leghisti. «Giratela come volete ma questa è una Finanziaria razzista, è un esproprio proletario che con le misure sul Tfr colpisce soprattutto le aziende padane» spiegano in una conferenza stampa, Roberto Calderoli e Roberto Maroni.
G.R.