Il figlio non va a scuola? I genitori non sono colpevoli

ROMA.I genitori non sono responsabili se i figli minorenni si rifiutano di andare a scuola. Purchè, però, il rifiuto dei ragazzi sia «categorico, assoluto, cosciente e volontario» e che permanga nonostante papà e mamma «abbiano usato ogni argomento persuasivo ed ogni altro espediente educativo di cui sono capaci secondo il proprio livello socio economico e culturale». Lo ha stabilito la Terza sezione penale della Corte di Cassazione annullando con rinvio la sentenza di condanna per una coppia di Reggio Emilia che un giudice di pace emiliano aveva ritenuto colpevole di «avere, senza giustificato motivo, omesso di fare impartire alla figlia l'istruzione della scuola media». La Suprema Corte ha accolto il ricorso di Francesco e Franceschina R. annullando l'ammenda di 25 euro a testa che il giudice onorario aveva inflitto loro. Per la Cassazione, «deve ammettersi che la volontà del minore, contraria a ricevere l'istruzione obbligatoria, costituisca 'giusto motivo" idoneo ad escludere l'antigiuridicità dell'ipotesi contravvenzionale di cui all'articolo 731 del codice penale ascritta al genitore». Il rifiuto del figlio minorenne, sottolinea Amedeo Franco, relatore della sentenza n. 32539, dev'essere però «categorico ed assoluto, cosciente e volontario» e deve «permanere anche dopo che i genitori abbiano usato ogni argomento persuasivo ed ogni altro espediente educativo di cui siano capaci secondo il proprio livello socio economico e culturale ed abbiano fatto ricorso, se le circostanze ambientali lo consentano, agli organi di assistenza sociale».