La Renault con qualche sicurezza in meno
La fragilità dei propulsori continua a destare timori in casa Renault. Dalla fumata che tre settimane fa appiedò Alonso a Monza non sono certo mancati altri inconvenienti; lo ‘step D', evoluzione più recente dell'unità transalpina (nel Gp d'Italia era montato solamente sulla monoposto dello spagnolo, Fisichella corse con il ‘C'), è sotto la stretta osservazione dei tecnici di Viry-Chatillon.
I guai più recenti si sono avuti a Silverstone nell'ambito dei test precedenti la doppia trasferta in Oriente.
Un motore si è rotto mentre alla guida c'era Nelsinho Piquet (a parte parliamo del suo esordio sulla monoposto gialloblù), un altro è stato preservato dal tester (nonché sostituto di Alonso dal 2007) Kovalainen poco prima che cedesse.
Quanto basta, insomma, per minare le certezze del team francese, le cui monoposto hanno brillato per affidabilità fino a Monza.
In Renault si fanno i conti con guasti importanti, dunque, tuttavia a Silverstone il miglior tempo è stato siglato proprio dalla R26 di Kovalainen (in pista da martedi 19 a giovedi 21), più veloce rispettivamente della Toyota del tester Zonta e dell'altra Renault guidata da Piquet (pure impegnato nelle tre giornate). Su cosa si siano concentrati i francesi è proprio Alonso, non presente in Gran Bretagna, a dirlo:
«A Silverstone - riferisce Fernando - il team si è concentrato su alcuni sistemi elettronici, davvero niente di nuovo. La presenza dei tester era ampiamente sufficiente».
Un modo per allontanare voci maligne secondo cui Alonso non sarebbe stato convocato a causa del suo imminente passaggio alla McLaren: «Sono voci chiaramente infondate, si è trattato dell'occasione giusta perché potessi tirare un po' il fiato in vista del rush finale. Penso di avere ottime opportunità di vincere».
Anche se ovviamente la sicurezza mostrata nei mesi scorsi è venuta un po' meno in corrispondenza della rimonta Ferrari.
Marco M. Nagliati