Telestudio Tre, va in onda la condanna
VIGEVANO. L'avventura della più longeva emittente televisiva della provincia di Pavia è finita con un processo per bancarotta fraudolenta e con tre condanne in famiglia. Il presidente del consiglio di amministrazione Claudio Marchini, 43 anni, il padre Bruno, 77 anni, e la madre Maria Polato, 68 anni (entrambi consiglieri), si sono visti infliggere due anni e 15 giorni ciascuno per le vicende seguite alla chiusura della Editel Edizioni Televisive srl (società 'madre" di Telestudio Tre), fallita il 6 agosto 1999.
Assolti, invece, i tre componenti del collegio sindacale della società: Ettore Rozza, 65 anni, Gianpietro Creston, 46 anni, e Fabio Carugati, 51 anni, difesi, i primi due, da Giuseppe Madeo e il terzo da Enzo Tateo. Il pm Claudio Michelucci aveva chiesto per Polato, Claudio e Bruno Marchini la condanna a 3 anni e 3 mesi, ma aveva chiesto 8 mesi anche per i sindaci, accusati peraltro solo di non avere rilevato, presentando il bilancio del 1997, una perdita superiore ad un terzo del capitale. Le contestazioni più pesanti erano a carico dei tre amministratori, anche se il tribunale li ha condannati per bancarotta fraudolenta, ma ha dichiarato prescritte le accuse di omesso versamento di contributi tra il 1994 e il 1998 e l'appropriazione indebita di due telecamere in leasing.
L'accusa di bancarotta per la famiglia Marchini (difesa dall'avvocato Guido Pignatti) era scattata quando il curatore fallimentare aveva passato in rassegna il patrimonio della società: mancavano all'appello una stazione di post-produzione, accessori per 30 milioni di lire, due telecamere da 54 milioni, 291 milioni e 227 milioni, somme annotate come finanziamenti, ma prelevate senza causa. Il resoconto del curatore è stato l'epilogo di un'avventura partita con tanto entusiasmo negli anni ruggenti della rottura del monopolio Rai. Il 1º maggio 1997, negli studi di corso Pavia 34, inizia la programmazione vera e propria sotto la denominazione di Telelomellina. Le dirette di consigli comunali, lo sport e il varietà segnano il lancio dell'emittente e nel 1984 compare la denominazione Telestudio Tre. La fondazione della Editel Srl è il tentativo di dare veste giuridica adeguata a un progetto in cui la famiglia Marchini crede, ma che deve fare i conti con le concessioni radiotelevisive, prima negate e poi attribuite facendo di Tre l'unica tv della provincia. Il sogno però dura poco e si infrange contro i problemi economici di una piccola Tv nella giungla dell'etere. (l.g.)