«Al San Matteo è ancora emergenza infermieri»

PAVIA. I 'buchi" in organico al San Matteo, durante l'estate, sono stati tamponati dagli infermieri dipendenti che hanno messo a disposizione ore di riposo e sono andati a lavorare. Incentivati da un accordo - che ha messo sul piatto 480mila euro - stipulato da azienda e sindacato. Domenica l'accordo scade. E ieri, giorno in cui le parti si sarebbero dovute incontrare per valutare il da farsi per il futuro, le rsu si sono viste recapitare un telegramma da parte dell'organismo tecnico che ha seguito il caso: riunione rinviata. E non se ne parla prima del 6 ottobre.
«Ma il 6 è la data in cui questo organismo tecnico, il Sitra, incontrerà il consiglio d'amministrazione e il presidente - sottolinea Mimmo Galeppi, rappresentante delle rsu del San Matteo -. Quindi i tempi per noi si dilateranno ulteriormente. Ma il personale non è più disposto ad aspettare. E' al limite. Chiediamo venga convocato un consiglio d'urgenza sul problema». Una seduta è in realtà fissata per oggi, ma si discute di bilancio. E la prossima, il 5 ottobre, dovrebbe prevedere all'ordine del giorno anche una voce sul personale.
L'antefatto. A giugno per arginare la carenza di personale infermieristico è stato messo a disposizione un fondo incentivante di 480mila euro: destinato a reclutare personale interno (a 30 euro l'ora) perché non c'era possibilità di fare nuove assunzioni. Un centinaio di dipendenti ha aderito. Ma l'accordo estivo scade domenica. E i sindacati sono preoccupati. «La maggior parte delle unità operative ha turni sotto lo standard - dice Galeppi - Tanto che il Sitra ha diramato un avviso per reclutare personale che garantisca i secondi letti operatori per le équipe d'urgenza».
Un concorso per infermieri professionali è stato già bandito. E vi partecipano in 325. Il verdetto entro il 30 ottobre. «Ma mette a disposizione 45 posti e già ora sono al lavoro 90 infermieri a tempo determinato. Quindi il concorso non colmerà affatto il fabbisogno reale» fa i conti Galeppi. E sottolinea come ad aprile scorso l'allora commissario avesse firmato un accordo sulle dotazioni di organico insieme a Cgil, Cisl e Uil. «Ancora inapplicato - dice - Il 'buco", se non si contano i 90 precari, è di 147. Inoltre mancano 35 operatori socio sanitari e 35 operatori per garantire i servizi economali e tecnici (lavanderia e cucina). Chi è in servizio è ora obbligato a fare rientri per garantire vitto e pulizia ai pazienti». I sindaati chiedono anche che venga nominata la nuova delegazione trattante, vacante dai giorni in cui l'ospedale si è trasformato in fondazione.