Moratti: l'avessimo pedinato...

MILANO.Ci ha pensato su un paio di giorni e poi è passato al contrattacco. Massimo Moratti ha visto troppe reazioni «smodate e scomposte» al presunto coinvolgimento dell'Inter nella bufera delle intercettazioni Telecom e quindi ha deciso di chiarire: la sua società non ha mai fatto pedinare nessuno, tanto meno Massimo De Santis. «Avrebbe avuto ragione a farlo dato che De Santis si è preso quattro anni di squalifica!», dice Roberto Mancini. E lo stesso patron nerazzurro parla del «mancato pedinamento» con un sarcastico rammarico, vista la condanna inflitta all'ex arbitro: «Se fossimo andati a fondo allora - spiega - forse due anni fa avremmo risolto il problema, invece di aver aspettato due anni in più». L'apertura di un fascicolo sull'Inter da parte dell'Ufficio indagini non ha certo fatto piacere al patron nerazzurro, ma solo per una questione di immagine, dato che non teme nulla dal punto di vista giudiziario. «Non sono per niente preoccupato - spiega infatti Moratti - . Confermo il fatto che mai nessun mandato è stato dato per seguire qualcuno. E quasi mi dispiace perchè vedendo la reazione invece smodata, scomposta, di tutto un certo mondo condannato e di tutti quelli che gli stanno intorno... Insomma, se fossimo andati a fondo allora, forse due anni fa avremmo risolto il problema, invece di aver aspettato due anni in più». A Massimo De Santis, che aveva ipotizzato di esser stato pedinato per un possibile ricatto da parte dei dirigenti nerazzurri, Moratti semplicemente non risponde: «Molto sinceramente il signor De Santis non merita proprio nessuna risposta». Ma l'Inter non aveva fiducia nella giustizia sportiva? «No, no, no. Di queste cose qui risponderò, se mi chiamano, all'Ufficio Indagini», taglia corto il patron nerazzurro. All'Ufficio indagini dovrà probabilmente spiegare perchè una fattura intestata a Fc Internazionale sia stata trovata nella sede della Worlwide Consultant, società collegata alla Polis d'Istinto di Emanuele Cipriani, l'investigatore privato arrestato nell'ambito dell'inchiesta della magistratura milanese sulle intercettazioni illegali. E' probabile che il soggetto controllato fosse Christian Vieri, anche se non c'è alcuna conferma che il destinatario dei controlli fosse proprio l'ex attaccante nerazzurro. Le risposte sono nelle carte della Procura di Milano che l'Ufficio Indagini della Figc cercherà di esaminare nel tempo più breve possibile. Quello che è certo è che l'Inter è convinta di non aver commesso nulla di illecito e di illegale. E di fronte a reazioni «smodate e scomposte» ha scelto l'arma del sarcasmo.