Spunta la richiesta per una nuova cava

SANNAZZARO. Un tema molto dibattuto (l'auspicato blocco della cava Sant'Antonio alla cascina Balossina) e una nuova palese criticità determinata dalla richiesta di avvio di una nuova cava per inerti in area golenale al Po, per oltre 2 milioni di metri cubici: se ne parlerà domani (mercoledi) nell'ambito della sesta Commissione regionale per l'ambiente in quella che viene indicata come la prima importante analisi del piano cave della provincia di Pavia. Il comune di Sannazzaro è in allarme. Non solo resta aperto il caso-Balossina dopo la riproposizione del progetto a seguito della bocciatura da parte del Tar lombardo e del Consiglio di Stato dell'estensione degli scavi nell'area sotto-costa, in un alveo geologico a rischio per la prima falda.
Il comune attende ora che la Regione dichiari la chiusura delle escavazioni ed imponga il recupero ambientale, cosi come già indicato in sede provinciale. Ma le attenzioni di domani saranno anche per una nuova vicenda. Una società di cavatori ha presentato direttamente in Regione un'istanza progettuale per l'avvio di una nuova cava di due milioni di metri cubi di inerti alla Villa della frazione Savasini.
Per oltre tre quarti di estensione, il progetto insiste sul territorio rivierasco di Sannazzaro; in poca parte sui comuni dell'immediato Oltrepò di Corana e Silvano Pietra. La società di cavatori ha 'saltato" piè pari comune di Sannazzaro e Provincia di Pavia arrivando, data l'urgenza dell'intervento, direttamente in sede regionale. Da qui l'informativa arrivata dapprima a Pavia e poi sulla scrivania del sindaco. E la guerra al nuovo progetto di escavazioni è subito partita.
La Provincia ha evidenziato la sua contrarietà alla nascita della nuova cava; il comune ha segnalato anche i motivi per cui uno scavo golenale di oltre 2 milioni di inerti sia da ritenersi 'inaccettabile". Proprio il comune di Sannazzaro ha ricevuto dal Demanio la possibilità di costituire in questa zona una vasta area fluviale protetta; in quella zona giace poi un enorme stoccaggio di rifiuti solidi, lascito di una discarica degli anni'60; infine si lamentano il degrado paesaggistico ed i disagi viabilistici che centinaia di migliaia di mezzi pesanti potrebbero arrecare nella fase di trasporto dell'ingente volume di inerti.
La società di cavatori ha chiesto un'audizione in Regione per domani; ma il Comune è stato tempestivo esprimendo a pieno la sua contrarietà al progetto. Pare invece che l'atteggiamento degli altri due comuni oltrepadani, interessati geograficamente, sia più 'morbido" nei riguardi del progetto.
Paolo Calvi