Il no della Lega, il si di Prc

DAL no totale della Lega al si di Rifondazione. Sono sei le proposte di legge sull'eutanasia all'esame del Parlamento. La proposta di legge che ha come prima firmataria Katia Zanotti (Ulivo) prevede la depenalizzazione dell'eutanasia soltanto in casi estremi: quando la chiedono persone maggiorenni «in stato di malattia terminale».
O ancora la chiedano persone maggiorenni «in stato patologico o accidentale gravemente invalidante e irreversibile, causa di sofferenze fisiche o psichiche insopportabili e senza prospettive di miglioramento»; se viene chiesta «in piena autonomia e libertà», in «modo ponderato e reiterato» e da chi è «pienamente capace di intendere e volere». Prevede poi una commissione che attesti le condizioni del malato e il riconoscimento del testamento biologico per il ricorso all'eutanasia. Sulla stessa linea, ma con meno vincoli, il disegno di legge di Luigi Malabarba e Gabriella Mascia di Rifondazione: «Ogni persona capace di intendere e di volere ha il diritto di scegliere di interrompere volontariamente la propria sopravvivenza nel caso di malattia con prognosi infausta e alla fase terminale». Tale scelta deve risultare da una dichiarazione scritta che rimane valida anche «nel caso in cui il firmatario ha perso le capacità di intendere e volere», deve essere allegata alla cartella clinica e può sempre essere revocata. Infine: non è punibile per omicidio o aiuto al suicidio chi mette in atto le disposizioni del malato.
«No» in qualsiasi caso. Divieto all'eutanasia passiva e attiva (anche su richiesta del paziente) da punirsi come un omicidio o istigazione al suicidio: è quanto prevede il disegno del senatore della Lega Nord Massimo Polledri che ha vietato anche l'accanimento terapeutico e delega alle Regioni il compito di incentivare le cure palliative. Ogni possibile forma di eutanasia come di accanimento terapeutico viene vietata anche nella proposta delle senatrici Paola Binetti e Emanuela Baio Dossi della Margherita. Si tratta di un ddl sulla «dichiarazione anticipata di trattamento» o testamento biologico nel quale il paziente può chiedere la sospensione di terapie da accanimento terapeutico (non però l'idratazione e l'alimentazione parentale) e l'applicazione di cure palliative.
Dichiarazioni anticipate. La proposta presentata da esponenti dell'Ulivo tra cui Ignazio Marino e Anna Finocchiaro non fa cenno all'eutanasia ma contiene disposizioni sul consenso informato e sul testamento biologico per evitare l'accanimento terapeutico. Anche Forza Italia, con il senatore Antonio Tomassini, propone che ognuno possa esprimersi sui trattamenti sanitari che subirà. Non affronta l'eutanasia, ma i trattamenti «terminali» per i quali è richiesto il consenso informato sottolineando che l'idratazione e l'alimentazione parentale non sono accanimento terapeutico. (m.v.)