Il Ramadan comincia nel sangue

BAGHDAD. Le autorità della sicurezza irachena ieri hanno segnato un significativo successo catturando il leader di Ansar al Sunna, un sanguinario gruppo terrorista legato ad al Qaida. Ma al tempo stesso, come ampiamente previsto e come ormai è macabra tradizione, il mese sacro islamico di Ramadan a Baghdad è cominciato nel sangue: un attentato nel quartiere sciita ha causato decine di morti, mentre la polizia ha trovato gettati nelle strade molti altri cadaveri.
E probabilmente si tratta solo di un preludio, poichè il Ramadan è iniziato ieri solo per i sunniti, mentre per gli sciiti inizierà stamane.
L'esplosione è avvenuta accanto ad un camion cisterna, davanti ad una stazione di servizio del popoloso e degradato quartiere sciita di Sadr City, in piena mattinata.
A causa della continua carenza di carburanti, c'era molta gente in fila quando, secondo diverse fonti, la deflagrazione di un'autobomba ha aperto le porte dell'inferno: ha falciato numerose persone e ha innescato un enorme incendio che in un istante ha avvolto tutto, carbonizzando o ustionando pesantemente chi si era in un primo momento salvato.
I morti sono almeno 34 e i feriti si contano a decine. In gran parte si tratta di donne e bambini. Poco dopo, l'attentato è stato rivendicato da un gruppo sunnita, il Jaamat Jund al Sahaba.
«L'operazione - è detto in un comunicato diffuso via internet - è stata condotta in reazione ai crimini commessi contro i nostri fratelli sunniti a Baghdad dall'esercito del Mahdi», la milizia che fa capo al leader radicale sciita Moqtada Sadr.
La polizia continua intanto ogni giorno a trovare cadaveri abbandonati nelle strade, nelle discariche o gettati nei corsi d'acqua. Ieri il numero maggiore è stato rinvenuto a Tikrit, città natale dell'ex dittatore Saddam Hussein: almeno nove, molti dei quali decapitati. Ma la rete terroristica irachena, che nei giorni scorsi aveva invitato ad intensificare gli attacchi in tutto l'Iraq in occasione del Ramadan, il mese che i musulmani dedicano alla preghiera e al digiuno purificatore dall'alba al tramonto, ha subito un duro colpo con la cattura a Moqdadiyah, 80 km a Nord-Est di Baghdad, di Muntasir al Jibouri, leader di Ansar al Sunna (Seguaci della Sunna, ossia della tradizione e dei precetti del Profeta).
L'organizzazione, dal canto suo, ha smentito con un comunicato su internet la notizia, definendola «una prova chiara della debolezza di questo governo e del suo fallimento».
Il gruppo annunciò la propria formazione alcuni mesi dopo il rovesciamento del regime di Saddam Hussein nell'aprile del 2003 e da allora ha rivendicato decine sanguinosi attentati. In particolare il massacro nell'agosto 2004 di 12 operai nepalesi e l'attacco del 21 dicembre 2004 contro una base militare Usa a Mossul che ha causato la morte di 22 persone, tra i quali 14 soldati americani.
Nei giorni scorsi è anche intervenuto sulla vicenda della presunta offesa all'Islam da parte di Papa Benedetto XVI, affermando sempre via internet che «è vicino il giorno in cui gli eserciti islamici distruggeranno le mura di Roma».