E la Valenzana trova Ganz
VALENZA. Maurizio Ganz e Massimo Carrera sono lontani dallo stereotipo che vuole il calciatore con la puzza sotto il naso, preso da notorietà, denaro e veline. La punta sta per compiere 38 anni, il difensore ne ha festeggiati addirittura 42 ad aprile eppure possiedono gli stessi stimoli di inizio carriera, quando diversi degli attuali compagni venivano al mondo. Ganz e Carrera, compagni di squadra nell'Atalanta nel torneo di serie A 2000-2001, si sono ritrovati a Vercelli per dare l'assalto alla C1. Domenica troveranno però Barbieri e compagni pronti a sgambettarli.
In palio c'è la vetta della classifica. Maurizio Ganz si concede volentieri all'intervista tra passato e futuro. La sua carriera è iniziata nell'86 nella Samp, Massimo Carrera ha cominciato addirittura nel 1982: spiccano i cinque anni nella Juve dal ‘91 al ‘96. Ganz in A ha collezionato 260 presenze e 77 gol. Nel 97 è stato capocannoniere in Coppa Uefa (8 gol con l'Inter) e nel ‘99 ha vinto lo scudetto con il Milan. Adesso è in Piemonte e spiega perché. «L'ultima stagione ero al Lugano. Carrera, che conoscevo, insisteva da un anno affinchè lo raggiungessi alla Pro Vercelli. Mi hanno convinto la serietà, l'ambizione e il prestigio del club. Non sono qui per svernare, gli stimoli non mi mancano: appenderò le scarpe al chiodo quando il fisico non reggerà più. Poi proverò la carriera di allenatore ma solo se dimostrerò di avere le capacità». Dopo una carriera lunga e di vertice, dove si pescano nuovi stimoli? «Nella mia vita ho fatto scelte strane. Dalla A ho preferito scendere in B (dalla Fiorentina all'Ancona nel 2002, ndr), ho voluto provare il campionato svizzero, non do niente per scontato. Ho voglia di giocare, di confrontarmi in campo con avversari che per la loro età potrebbero essere miei figli. E gioco con un... fratello maggiore, cioè Carrera». Tre anni all'Inter e nel ‘98 il passaggio al Milan: è l'ambiente differente a giustificare gli insuccessi nerazzurri? «E' chiaro, al Milan con Braida e Galliani ho trovato più organizzazione e stile. Quello che succede non filtra, all'Inter qualunque questione diventa una baraonda. Quando Moratti e i suoi sapranno organizzare i talenti, i nerazzurri potranno finalmente raccogliere successi». Dodici stagioni in A: sospettava Calciopoli? «Si intuiva, ma certo non ai livelli poi emersi». La Pro salirà in C1? «Puntiamo ai play off, ma ci sono 6-7 squadre in grado di salire. Per ora pensiamo alla Valenzana. Il nostro derby è con la Biellese ma sappiamo che domani ci attende un ambiente caldo. I rossoblù sono tosti e hanno Barbieri, uno che i gol li sa fare». Detto da uno che se ne intende...
Angelamaria Scupelli