Le parole d'ordine per il riso
VALLE.«Il blocco delle trattative dell'Organizzazione mondiale del commercio favoriscono l'Europa. In ogni caso l'Italia, primo produttore europeo di riso, deve affrontare le sfide del futuro puntando su quattro parole d'ordine: qualità, ampliamento del servizio, innovazione e differenziazione del prodotto». Lo scenario del riso pavese, punto di forza del riso italiano ed europeo, è illustrato da Ermanno Comegna, direttore dell'area economica e internazionale di Confagricoltura.
Professor Comegna, a Doha, nel Qatar, è fallito il negoziato del Wto, l'organizzazione del commercio mondiale. Che cosa è successo?
«In sintesi, gli Stati Uniti non ne hanno voluto sapere di ridurre il sostegno governativo ai loro agricoltori».
L'Europa ha colpe?
«Bruxelles non vuole cedere sulla riduzione dei dazi all'importazione. Le barriere di tipo protezionistico non sono bene accette da Washington».
Che succederà ora?
«Le prospettive sono due. Il negoziato del Wto potrebbe riaprirsi entro tre anni, ma, secondo gli esperti, appuntamenti e scadenze internazionali di varia natura non lo permetterebbero. La seconda prospettiva parlerebbe di un'improvvisa accelerazione da parte degli Usa, il cui governo ha concesso l'autorizzazione ai suoi diplomatici di trattare entro il luglio 2007. Potrebbe succedere che Washington chieda di tornare attorno al tavolo».
A chi giova questo stato di cose?
«All'Europa, che si vede mantenere dazi di importazione favorevoli. In ogni caso se l'accordo fra Usa e Ue dovesse essere raggiunto al massimo l'anno prossimo, i suoi effetti non diventeranno operativi prima del 2011-12».
Passando all'Italia, crede utile una sinergia più stretta fra produttori e mondo dell'industria?
«Devo confessare che finora l'Airi, l'associazione delle industrie risiere italiane, ha sempre dimostrato piena disponibilità a collaborare con il settore produttivo».
Riso del Pavese e della Lomellina significa, in gran parte, riso italiano ed europeo. Che cosa consiglia alla filiera per affrontare le sfide del futuro?
«Quattro strade da seguire. Primo, puntare sulla qualità, superiore a quella di altri Stati. Secondo, ampliare il servizio legato al riso, come stanno già facendo alcune industrie con la commercializzazione della pasta di riso e del gelato al riso. Terzo, scommettere sull'innovazione con nuovi modelli organizzativi e per una maggior competitività del sistema. Quarto, valorizzare le peculiarità uscendo dalle nicchie e facendo conoscere quanto abbiamo di meglio, dal Carnaroli all'Arborio al Vialone nano».
Umberto De Agostino