Masso sull'Autosole, presi dopo un anno

FROSINONE. Una bravata costata la vita ad un padre di famiglia, che poteva uccidere il figlio di 15 anni, due amici della vittima che erano nella stessa auto, diretti in vacanza ed altre due persone, tutti rimasti feriti. Una bravata, se l'accusa nei loro confronti sara' confermata, che brucera' anche la vita dei due ragazzi, di 25 anni, che sono stati arrestati ieri.
I due giovani sono stati arrestati per aver lanciato da un cavalcavia dell'Autosole un masso di 41 chili su un'auto, vicino a Piedimonte San Germano, la notte del 13 agosto del 2005, che uccise Natale Gioffrè, di 46 anni, operaio.
In carcere sono finiti con le accuse di omicidio volontario con l'aggravante della futilità e tentato omicidio, Gregorio Mattia, di Piedimonte San Germano, e Agostino Mastrangeli, di Villa Santa Lucia.
I due, operai, uno con un piccolo precedente penale, trascorrono quella sera in un pub in un paese vicino. Poi vanno sul cavalcavia e bevono altra birra. Poi, secondo gli elementi raccolti dagli investigatori della squadra mobile di Frosinone diretti da Cristiano Tatarelli, vanno in un campo vicino da poco arato, prendono il voluminoso masso, tornano sul cavalcavia e lo lanciano, all'una e 55 minuti, sull' autostrada.
Il masso finisce in mezzo alla carreggiata e va a cozzarvi una Renault Clio con due giovani a bordo. Per loro è il miracolo: lievi escoriazioni. Dall'auto, in seguito al violento impatto, si stacca il motore, contro cui va a finire la Volkswagen Golf proveniente da Torino e diretta a Messina con Natale Gioffrè, il figlio Francesco di 15 anni e due amici, i fratelli Claudio e Clemente Schinco. Natale Gioffrè muore, gli altri subiscono gravi ferite. Ad emettere l'ordine di custodia cautelare in carcere per Mattia e Mastrangeli è stato il gip di Cassino Alessandra Tudino su richiesta del procuratore capo Gianfranco Izzo. Ad incastrare i due intercettazioni telefoniche, i racconti di alcuni abitanti dei paesi della zona e le tracce di saliva sulle bottiglie di birra trovate dalla polizia sul cavalcavia, che apparterrebbero, secondo gli esami di laboratorio, proprio a Mattia e Mastrangeli.
«Nei loro confronti abbiamo elementi schiaccianti - ha detto Izzo nel corso di una conferenza stampa - Siamo giunti a loro dopo oltre un anno di controlli e intercettazioni telefoniche, ma anche grazie alla collaborazione di alcune persone che erano a conoscenza di quanto accadde quella notte sul cavalcavia. Anche a livello processuale sarà difficile difenderli. Il caso è chiuso».
Ma i due srrestati hanno respinto le accuse sostenendo di non sapere nulla di quella vicenda. Lunedi mattina compariranno, nel carcere di Cassino, davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia. «Chiarirò la posizione del mio assistito - ha detto l'avvocato Daniele Bartolomucci, difensore di Mattia - Poi ricorrerò al tribunale del riesame». Ad assistere Mastrangeli sarà l'avvocato Paliotta.
Daniela Rizzo, la vedova di Natale Gioffrè tramite gli avvocati Franco Koellker del foro di Torino e Gianrico Ranaldi del foro di Frosinone, ha espresso gratitudine alla polizia e ai magistrati per il lavoro svolto.