Controllati Tanzi, Geronzi e Carraro

MILANO.Ci sono anche l'ex patron di Parmalat, Calisto Tanzi, il presidente di Capitalia, Cesare Geronzi e l'ex presidente della Figc, Franco Carraro, tra gli 'spiati" da alcuni degli arrestati.
Oltre a loro compaiono, come vittime della raccolta illegale di informazioni, anche il presidente dell'accordo parasociale di Capitalia ed ex parlamentare Vittorio Ripa di Meana e l'ex imprenditore Ruggero Jucker, che nel luglio del 2002, uccise a coltellate la fidanzata Alenja Bortolotto. Nei confronti di tutti, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, venivano raccolte informazioni riservate riguardanti i precedenti penali e di polizia, ad opera di ufficiali delle forze dell'ordine retribuiti dall'agenzia di investigazione privata che faceva capo a Emanuele Cipriani.
Dallo spionaggio di personaggi pubblici ai pedinamenti di semplici dirigenti d'azienda. Il Gip definisce questo episodio 'emblematico" a dimostrare «la capacità di Emanuele Cipriani di offrire sempre il servizio richiesto indipendentemente dai metodi». Si scopre, infatti, che Cipriani spiò Oliviero Dal Toso, un dirigente della Coca Cola su ordine di alcuni dirigenti dell'azienda che produce la nota bibita. Il gip riporta la ricostruzione dei pm nella richiesta degli arresti: «In data 19 dicembre 2002 Oliviero Dal Toso, ex dirigente della Coca Cola depositava un esposto nel quale spiegava una penosa storia di mobbing all'interno della sua azienda, culminato in un licenziamento illegittimo con reintegra nel posto di lavoro».
A reintegra avvenuta, Dal Toso denunciava all'autorità giudiziaria che lui e la sua famiglia erano stati oggetto di pedinamenti, controlli e, forse, intercettazioni abusive, da parte di soggetti della Polis d'Istinto (cioè l'agenzia di Cipriani) che aveva percepito 133 milioni di lire di compensi dalla Coca Cola».
Il gip afferma che «non gli spetta valutare se ricorrano o meno i gravi indizi in relazione a questo fatto perchè i pm non hanno avanzato in relazione ad esse richieste cautelari» ma afferma la storia è stata pienamente confessata dallo stesso Cipriani.
Ma come potevano, Tavaroli e Cipriani, soddisfare le esigenze di ogni cliente? Quale 'rete" di rapporti avevano messi in piedi?
«Tavaroli e Cipriani - scrive il Gip - godevano rapporti privilegiati coi servizi segreti». Relazioni 'pericolose" che «appaiono finalizzate alla ricerca e all'acquisizione di un numero rilevantissimo di dati di conoscenza su soggetti appartenenti ad ambiti del tutto diversificati tra loro, e talvolta posti al vertice della politica e dell'economia del paese».
Rapporti «tanto buoni che consentivano Tavaroli di possedere, nella sua abitazione, documenti provenienti dai servizi» che gli sono stati sequestrati dalle forze dell'ordine.
Nella sua ordinanza, il gip Paola Belsito spiega che «le imputazioni mosse coprono un'arco di tempo che va dal 2000 a tutto il 2004, e si fermano a tale data non perchè vi sia la certezza che non vengono più commessi reati», ma perchè, salvo il caso di un indagato che va in pensione nel 2003, vengono interrotte le indagini.
«A ciascuno degli indagati - scrive il Gip - viene contestato un numero elevatissimo di reati (in alcuni casi si rasenta il migliaio, ma certo non possono neppure definirsi pochi 20 o 30 fatti di corruzione e di utilizzazione del segreto d'ufficio!)».
«Per quanto sino ad ora argomentato, stante l'oggettiva gravità dei fatti contestati e la moltiplicazione delle condotte criminose, oltre che la potenziale reiterabilità delle stesse in modo indeterminato, si ritiene ricorrere il presupposto dell'urgenza - è scritto nell'ordinanza -. La spregiudicatezza dei comportamenti osservati, la disponibilità a qualsiasi violazione dei doveri connessi alla funzione svolta in cambio di una mercede o di un interesse personale, impongono una misura urgente al fine di far cessare tale stato di cose».
«D'altra parte - conclude Paola Belsito sul punto - si tratta di fatti recenti, commessi quanto meno sino a tutto il 2004, motivo per cui il tempo trascorso non ha in alcun modo annullato o ridotto l'urgenza di provvedere». G.F.