«Tanti iscritti? Una ricchezza» La ricetta del preside di Opera

PAVIA.«I pavesi rischiano di fare l'errore di quel ragno che, mentre contempla ammirato la sua tela, decide di tagliare l'unico filo utile, pensando che non serva: quello che la regge. Gli studenti sono una ricchezza». Parola di Ideo Ponti, preside della scuola media e del Liceo scientifico paritario di Rozzano. Che, non a caso, ha studiato proprio a Pavia, e precisamente al Cairoli.
Professore, perché molti ragazzi di Opera, come pure Motta o Binasco, decidono di venire a studiare a Pavia?
«Ci sono diverse ragioni. Anzitutto quella logistica. Raggiungere Pavia non è come andare a Milano. Binasco e Locate, ad esempio, distano da Pavia 20 minuti. Andare a Milano significa attraversare una grande città, impiegandoci anche un'ora e mezza. Una città che è sempre più affollata, piena di rischi e pericoli. Sono anche i genitori a spingere per Pavia, perché la sentono più sicura».
Ma questo basta a spiegare l'incremento delle iscrizioni dal milanese? Dal 2002 al 2006 siamo passati da 810 studenti a 1530. Un bel salto..
«La spiegazione è in realtà molto semplice. Negli anni'60 pochi andavano alle superiori, e man mano che si va avanti la popolazione studentesca aumenta. Non dimentichiamo poi che gli istituti hanno avuto in questi anni un notevole incremento demografico. Pieve Emanuele fino a 10-15 anni fa faceva 1200 abitanti, ora ne ha 2mila. Opera è arrivata ad averne 15mila. Sono luoghi in progressiva espansione, anche perchè rispetto a Milano le case costano meno e si vive meglio».
Il presidente della Provincia di Pavia ha sollecitato i nostri presidi a frenare 'l'ondata" dal milanese. Cosa ne pensa?
«E' praticamente impossibile. Ma non è neppure conveniente. Sulla scuola gravita almeno il 30% dei pavesi. E gli studenti che vengono da voi contribuiscono solo ad arricchire la città. Gli studenti spendono e fanno spendere. Per questo Pavia è diventata una città ricca. E anche molto cara. Ma c'è il rischio di fare degli errori se si considera un 'problema" quella che è una fonte di reddito».
Sarebbe quindi solo una perdita materiale?
«Affatto. La vera ricchezza sta anche in un altro aspetto. Molte famiglie scelgono gli istituti pavesi perché ritengono che siano più seri. E questo contribuisce ad accrescere il prestigio dell'attività scolastica che fa di Pavia la 'Oxford" del nord Italia». (m. fio.)