Mogadiscio: sono tre gli arrestati per l'omicidio di suor Leonella

ROMA.E' salito a tre il numero delle persone arrestate a Mogadiscio per l'omicidio di suor Leonella Sgorbati, la missionaria della Consolata di origine italiana uccisa domenica mattina mentre si recava a casa per pranzo. Lo ha riferito alla Misna Sheikh Yusuf Mohamed Siad, responsabile della Sicurezza dell'Unione delle Corti Islamiche (Uci), il gruppo che, di fatto, dallo scorso 4 giugno amministra Mogadiscio e che controlla ormai buona parte della Somalia, avendo esteso la sua autorità sulla maggior parte delle città del paese, fatta eccezione per Baidoa dove ha sede il fragile governo di transizione, riconosciuto internazionalmente ma con poco potere diretto sul territorio.
«Abbiamo in custodia tre uomini; uno è sospettato dell'omicidio e gli altri due vengono trattenuti come testimoni», ha detto Siad, precisando che le forze di sicurezza delle Corti sarebbero sulle tracce «di un secondo killer sospettato di essere coinvolto nell'omicidio». Testimonianze oculari, infatti, concordano sul fatto che siano stati due gli uomini ad aprire il fuoco contro suor Leonella e la guardia che la accompagnava mentre attraversava la strada che divide l'ospedale pediatrico dal villaggio per bambini 'Sos' di Mogadiscio.
Resta ancora oscuro il movente dell'omicidio, ha detto il responsabile della Sicurezza delle Corti, il quale ha rivelato di avere dei sospetti. Il vice-presidente delle Corti Islamiche Shaykh Abdulkadir ieri è tornato a «condannare nei termini più forti possibili l'atto criminale» costato la vita della missionaria italiana. «Lo consideriamo un attacco diretto al popolo somalo, dal momento che lei (suor Leonella, ndr) era qui per aiutare i somali». L'omicidio della missionaria italiana è stato condannato anche dall'inviato del segretario generale dell'Onu per la Somalia, Francois Fall, che l'ha definito «inaccettabile».