«E alla mia età mi diverto con il diario»

PAVIA. «Non credevo che mi sarei appassionato. E invece è successo. Ormai è da più di un anno che ho un blog e mi diverto parecchio». Linus, al secolo Pasquale Di Molfetta, voce storica della radio italiana, attuale direttore di Radio DeeJay e conduttore con Nicola Savino della più ascoltata trasmissione del mattino, ha trovato nel blog un modo diverso di rapportarsi con il suo pubblico. E lui è uno che i media li vive in maniera trasversale: la radio è il suo lavoro «vero», ma appare spesso in tv, dirige un canale satellitare (quello appunto di Radio Deejay) e ha voluto che la sua emittente avesse su internet un'appendice ricca di iniziative, dal fantacalcio ai blog. E proprio i blog gli stanno riservando parecchie soddisfazioni.
Insomma, non si può più comunicare attraverso un unico canale...
«Il futuro è questo, non c'è dubbio. Anche se i processi sono magari più lenti di quanto appaiano all'inizio. Delle potenzialità di internet si favoleggia da anni, ma c'è voluto tempo perchè diventasse uno strumento davvero diffuso e alla portata di tutti. Dieci anni fa era un mezzo per pochi, oggi è una conoscenza acquisita da milioni di persone».
E quindi, tra le tante iniziative, c'è stato spazio anche per il blog.
«E' uno strumento semplice, immediato. Mi trovo oggi, a 48 anni, a scrivere il mio diario. Non faccio altro che raccontare il mio mondo in rete: i fatti privati, quelli professionali, le mie corse. Mi sono dato un metodo: aggiorno il blog tre volte la settimana. E ogni volta ci sono migliaia di persone che leggono un nuovo post e qualche decina che mi lascia il suo commento».
Mettersi a scrivere un diario, e per di più pubblico, a 48 anni: vuol dire che da ragazzo non ce l'aveva?
«No no, al contrario: ce l'avevo eccome. Era il diario di scuola. Su trecento pagine ce n'erano una ventina di cose serie, mentre il resto era tutto un collage di ritagli di giornale. C'era tutta la mia passione per la musica. Che poi è diventata il mio lavoro».
C'è qualcosa che l'ha favorevolmente stupita nel mondo dei blog?
«All'inizio ero piuttosto spaventato: chissà cosa mi scriveranno, quante me ne diranno. Invece tra i blogger c'è un'etica davvero notevole. E molta qualità: tante volte ho trovato uno stimolo e uno spunto per il mio lavoro. Un esempio: da domani Radio DeeJay cambierà palinsesto con alcune novità importanti. E' bastato accennarlo in radio qualche giorno fa che sul blog sono subito piovuti i primi commenti. Del resto un blog è un vero filo diretto con chi ti segue».
A DeeJay lei è stato il primo ed è quello che raccoglie il maggior successo...
«Beh, sono agevolato: per molti lettori sono Linus, ma per molti altri sono il responsabile della radio, e spesso i commenti che ricevo sono vere e proprie lettere al direttore. E poi gli amici runner... Insomma, agisco su due o tre livelli diversi. Ma mi inorgoglisce il fatto di avere aperto la strada e, soprattutto, di avere mantenuto vivo e vegeto il mio blog, aggiornandolo puntualmente: succede spesso che personaggi famosi ne aprano uno e poi lo abbandonino. Ma è un piccolo tradimento nei confronti del pubblico. A DeeJay ora ne abbiamo diversi: c'è il blog di Platinette, quello della Pina, quello di Nicky e cosi via. E poi quello di Ivan Zazzaroni, che ha affrontato l'avventura con molto spirito: ci vuole un certo coraggio a scrivere di calcio».
La radio, la tv, il sito internet: lei è sempre al centro della comunicazione. Ma c'è qualcosa di nuovo che il blog le ha dato?
«E' sicuramente un'evoluzione del dialogo che abbiamo con gli ascoltatori, un nuovo scalino sulla strada dell'interazione. Una quindicina di anni fa se uno voleva parlare con il deejay doveva chiamare un centralino e sperare in bene. Poi sono arrivati i fax, poi le e-mail, poi gli sms: oggi siamo sommersi da questa ondata di partecipazione. Il blog riporta tutto a una dimensione più equilibrata. Mi spiego: durante le due ore di trasmissione con Nicola riceviamo due-tremila messaggi, ma il 90 per cento sono battute o semplici spunti legati alla voglia di farsi salutare. Il blog non è cosi, è qualcosa di più strutturato, di più profondo: c'è voglia di comunicare, di dire qualcosa, non solo di apparire».
Ora ci proviamo anche noi alla «Provincia». E a questo punto le strappiamo gli auguri di rito...
«Ma non ne avete bisogno. Sono sicuro che i lettori lo apprezzeranno e che il rapporto con loro diventerà più bello e intenso». (r.t.)