Medici di base, il sabato si riposa

PAVIA. Fino al 15 ottobre i medici di famiglia non saranno reperibili il sabato mattina. I pazienti devono chiamare la Guardia Medica. E' un esperimento, in vigore dal 1º agosto ma ben poco pubblicizzato, se non da cartelli affissi negli studi medici. Ed è il frutto di un accordo stretto tra Asl e sindacati di categoria: ai medici viene abbonata la reperibilità dalle 8 alle 10 del sabato. Ma al contempo loro si impegnano a prescrivere con maggior frequenza i farmaci generici, meno cari. Un baratto che ha una motivazione di fondo: contenere la spesa. Risparmiando sui farmaci - che nel Pavese lo scorso anno avevano fatto registrare un'impennata della spesa pari al 10% in più - è possibile sovvenzionare l'attività della Guardia Medica il sabato.
Ma anche per i medici ha un ovvio vantaggio. Che non è banalmente la libertà nel fine settimana, chiariscono i sindacati che hanno stretto il patto con l'Asl. «La maggior parte dei corsi di aggiornamento si svolgono tradizionalmente il sabato mattina - spiega Alberto Poletti, responsabile del sindacato Snami - E finora frequentarli è stato molto difficile, soprattutto per chi viene da fuori Pavia. Faccio un esempio: se da Romagnese il medico di famiglia deve aspettare fino alle 10 la chiamata di un paziente che magari non arriva, riuscirà ad essere a Pavia a corso ormai quasi terminato. A volte ci si organizza in tre o quattro: si segue il corso mentre un altro copre il turno per gli altri. Invece aggiornarsi è fondamentale. E tutela in primo luogo il paziente».
E poi c'è il vantaggio del fine settimana libero. «Non tanto nelle città, dove comunque ogni medico che voglia prendersi un periodo di ferie deve cercarsi e pagarsi un sostituto, quanto nei paesi la questione diventa pesante - aggiunge Poletti -. L'altra sera, al direttivo del sindacato, un medico di un paesino mi ha confessato che non riesce a fare vacanza da dieci anni. E comunque poter trascorrere il sabato e la domenca con la famiglia è un valore aggiunto importante»
Il patto è stato sottoscritto da tutti i sindacati: Finge, Snami, Simi, Fnam. E non ha incluso però i pediatri di libera scelta della Fimp.
«L'accordo chiarisce comunque che la prescrizione dei farnaci generici non pregiudicchi eventuali esigenze di salute dell'assistito» spiegano ancora i sindacati. Ma il dubbio sorge spontaneo: era davvero necessario un accordo che concedesse il sabato libero per incrementare l'uso di farmaci generici? «Ci sono medici che già da tempo prescrivono il 50% dei generici» chiarisce Poletti. E in sede di sottoscrizione con l'Asl è stata concordata anche una campagna di incremento della copertura vaccinale antinfluenzale e antipneumococcica che i medici sosterranno in ambulatorio o, per chi non potrà raggiungerlo, anche a domicilio».