Un accordo per lo scambio di studenti
SHANGHAI. Lo scenario dei contatti tra il governo italiano, il sistema universitario di Pavia e il mondo accademico cinese si è spostato l'altro ieri nella seconda Università di Shanghai: la Fudan, che raggruppa le facoltà economiche. Come la consorella Tongji, che e specializzata nell'architettura, la Fudan ha circa 50mila studenti e 4.500 docenti e offre lauree brevi, corsi di master e dottorati di ricerca in scienze economiche e finanziarie, secondo la tripartizione adottata in tutto il Paese.
La Tongji e la Fudan stanno alla Cina come Oxford e Cambridge stanno all'Inghilterra, e hanno una rete di rapporti internazionali più estesa della stessa Università di Pechino, la mitica Beida, che è invece il cuore della politica culturale della Cina. In mattinata il direttore dello Iuss Roberto Schmid ha incontrato il presidente della Fudan, Wang Sheng Hong, con il quale ha raggiunto, anche a nome del rettore Angiolino Stella, un accordo che mira a creare basi solide per futuri scambi di docenti e studenti, nel quadro degli accordi che verranno firmati domani dal presidente Romano Prodi e dal ministro dell'Universita Fabio Mussi. L'altra sera Schmid, assistito dal direttore delle relazioni internazionali Iuss Adriano Gasperi, ha avuto una cena di lavoro con Mussi, che ha voluto essere ragguagliato sull'apertura dell'anno all'Università Italo Cinese, che viene inaugurata stamane alla presenza di Prodi, Mussi, del sindaco di Milano ed ex ministro Letizia Moratti e dei rappresentanti degli atenei coinvolti: Politecnici di Milano e di Torino, Luiss di Roma, Tongji e Fudan cinesi. Schmid ha avuto anche un colloquio con Letizia Moratti. Nel pomeriggio, Schmid nella veste di direttore scientifico del Programma Cina per l'Italia, si era nuovamente recato alla Tongji dove ha incontrato il presidente Wan Gang, allo scopo di mettere a punto la bozza finale della dichiarazione d'intenti (che sarà pure sottoscritta oggi alla presenza di Prodi). Il protocollo da vita al progetto congiunto di un Campus Italo Cinese nel campo dell'informazione e dell'ingegneria industriale, che prosegue la ormai dodecennale esperienza del Seminario di progettaione e architettura urbana, diretto da Angelo Bugatti e che si svolge in collaborazione tra la facoltà di Ingegneria e lo Iuss di Pavia e i Politecnici di Milano e di Torino. Il ministro si è detto fiducioso che il modello di un'Universita mista italo cinese in settori di riconosciuta eccellenza concordati tra atenei dei due Paesi e frequentati da studenti delle due parti consentira di creare un sistema di doppi titoli. Certo però, ma su questo Mussi non ha voluto dire nulla, andrà risolto il problema buroccratico dei visti, che sfavorisce attualmente l'ingresso di studenti stranieri, e in particolare cinesi, in Italia, convogliando. (s.c.)