«Cosi hanno violato il diritto allo studio»

PAVIA.«Una violazione del diritto allo studio». Cosi i rappresentanti del Liceo Cairoli e Foscolo del Csp (Comitato in difesa della scuola pubblica) definiscono la vicenda della penuria di banchi e sedie nella succursale del Cossa, in viale Montegrappa. La situazione della nuova sede - dove nove classi sono in attesa degli arredi necessari per fare lezione - era emersa da una lettera inviata dalla preside Alba Tagliani alle famiglie degli studenti. Di fronte al rischio delle lezioni serali, utilizzando a rotazione le aule attrezzate, la reazione del collettivo che raccoglie le adesioni di molti studenti non si è fatta attendere. «Siamo preoccupati per quanto sta accadendo - dice Alessandro Savoldi, studente del Cairoli e membro del Csp -. Anche perché le uniche informazioni sulla vicenda ci sono giunte attraverso gli organi locali di informazione. E' inammissibile che centinaia di studenti si ritrovino senza banchi e sedie. A questo si aggiunga il rischio di protrarre le lezioni fino alle 21. Una evenienza che creerebbe enormi difficoltà ai tanti studenti pendolari. Vogliamo però dire agli studenti e alle famiglie che siamo solidali con loro. E all'amministrazione provinciale diciamo: il diritto allo studio non può essere calpestato da questioni burocratiche. Se entro la fine della prossima settimana il materiale non sarà stato fornito all'istituto, valuteremo quali azioni intraprendere». E' uno studente del Cairoli anche Manuel Frangella, che ritorna su un altro problema: «Non ci sono mezzi di trasporto pubblici che dalla stazione portino in viale Montegrappa. E' una problematica comune con la succursale del Cairoli, servita dal un autobus, il 3, che è sempre strapieno e inaccessibile nelle ore di uscita. La soluzione potrebbe essere un bus-navetta, anche per la succursale del Cairoli». Sulla questione di carattere generale, relativa ai finanziamenti alla scuola pubblica, interviene Valentina Nava, dello stesso istituto: «La vicenda del Cossa è un sintomo del melessere che la scuola italiana sta vivendo. Dal 2000 al 2005 la scuola pubblica ha perso 55 milioni di euro. Rivendichiamo un maggiore aumento degli investimenti, magari tagliando le spese militari e i soldi alle scuole private». A ricordare come anche il Foscolo non sia immune da analoghe problematiche è lo studente Simone Caiello: «Le zecche nelle aule e gli allagamenti appena viene la pioggia, sono solo alcuni esempi». Al Cossa, intanto, sedie e banchi restano una chimera. (m. fio.)