Un video per dimostrare che Maria sta bene
GENOVA. Blitz dei carabinieri a Cogoleto, nella casa dei coniugi Alessandro Giusto e Chiara Bornacin, la coppia affidataria di Maria, la bimba bielorussa nascosta da oltre una settimana perché si rifiuta di tornare nell'orfanotrofio del suo Paese dove avrebbe subito sevizie e violenze.
L'abitazione è stata perquisita a fondo e, alla presenza dell'avvocato dei coniugi, Giovanni Ricco, sono state sequestrati telefonini cellulari e agende da cui sperano di ricavare indirizzi utili per rintracciare il luogo dove viene tenuta nascosta Maria. Tutti i parenti della coppia sono stati controllati per vedere se emergono tracce di dove si trovi Maria. «Noi daremo all'ambasciatore biolorusso, Aleksey Scripko, un video della bambina con tanto di sonoro, cosi potrà sentire dalla viva voce di Maria quali sono i suoi desideri e le sue paure», ha detto l'avvocato Ricco, sottolineando che la piccola sta bene ed è tutelata. «Visto che l'ambasciatore ha chiesto attraverso la stampa le prove che Maria stia bene noi risponderemo con un filmato», ha detto categorico Ricco. La bimba, che ha 10 anni, sarebbe accudita da due «nonne» in un posto sicuro. «Prima di dare il video incontreremo il sottosegretario di Stato della Giustizia, e ciò avverrà domani, cosi la verità sulla bambina bielorussa sarà evidente a tutti» ha ribadito l'avvocato insistendo sulla verità della storia, «credo che la vicenda della piccola sia diventata un caso di Stato, un problema di rapporti tra Stati e per questo chiediamo un intervento del governo. E proprio nell'incontro di lunedi chiederemo al sottosegratrio di spiegarci come fare per salvaguardare le relazioni internazionali tra la Bielorussia e al contempo, salvaguardare la salute fisica e mentale di Maria. Le garanzie che ci sono state offerte», ha proseguito Ricco, «non sono sufficienti». In sostanza l'avvocato non mette in dubbio la buona fede del procuratore capo di Genova, Francesco Lalla, ma teme che se bambina torna in Bielorussia, la famiglia affidataria italiana non è certa di avere notizie su dove verrà portata e come sarà curata. Inoltre c'è il fatto che la coppia italiana, una volta arrivata in Bielorussia per poter rivedere la bambina, può essere arrestata per il reato di rapimento. L'avvocato spiega inoltre che Maria si è confidata con i coniugi Giusto chiamandoli sempre mamma e papà. «In questo modo», racconta il legale, «ha creato un rapporto di fiducia e si provocherebbe un forte trauma se venisse separata da loro. Anche perchè la bambina, al solo pensiero di tornare nell'orfanotrofio, ha mostrato propositi suicidi». «Preghiamo i coniugi Giusto di lasciare al più presto Maria a chi legalmente deve prendersene cura», questo l'appello lanciato da Antonio Bianchi, presidente della Federazione delle Associazioni di volontariato italiano per la Bielorussia (Avib). E proprio ieri le associazioni genovesi e delle altre province sono giunte a Genova per manifestare la loro preoccupazione in merito agli effetti negativi che la vicenda di Maria sta provocando sulle adozioni internazionali.