Dipendenti pubblici, la demagogia estiva porta lontano

Egregio Direttore
le saremmo grati se volesse pubblicare questa breve «lettera aperta» in merito a quello che noi giudichiamo un attacco ai lavoratori pubblici da parte del prof. Ichino tramite una serie di articoli apparsi nelle scorse settimane su un quotidiano.
La posizione del Professor Ichino (ex sindacalista della Cgil ed ex parlamentare) è la seguente: licenziare l'1% dei pubblici dipendenti (la percentuale minima, a parere di Ichino, dei «nullafacenti») servirebbe a rilanciare lo sviluppo economico del Paese e a immettere nel mondo del lavoro i giovani precari; va infatti sottolineato che il citato professore dà per scontato che la procedura da lui ideata lascerà automaticamente posti di lavoro a disposizione in quanto «l'accusato» che riuscirà a far cadere, alla fine del «processo», l'imputazione di «nullafacenza» grazie all'accusare altro collega più pelandrone di lui, provocherà l'espulsione di quest'ultimo (dopo una non precisata pesatura delle due «nullafacenze» da parte di un altrettanto non precisato organo giudicante).
A parte la procedura che riteniamo aberrante, molto di più che consentire il pensionamento a 57 anni, magari con 40 anni di contributi, (possibilità giudicata, appunto, aberrante dal nostro Ministro degli Esteri), questa prassi sembra basarsi sulla delazione e sulla decimazione.
Vorremmo qui fare solo due considerazioni, che se non hanno la pretesa di riguardare tutto il pubblico impiego, riguardano almeno i 600.000 dipendenti delle Autonomie Locali la cui condizione ben conosciamo quali sindacalisti del comparto:
a) da almeno un decennio il numero di dipendenti è in costante calo ben di più di ciò che l'inserimento di strumentazioni tecnologiche avrebbe comunque comportato;
b) i servizi erogati dagli Enti Locali e la loro qualità non hanno subito tracolli grazie al senso di responsabilità di lavoratori tanto criticati.
A fronte di tali elementi, assolutamente oggettivi, non si può non rilevare che le posizioni espresse dal prof. Ichino siano espressione di un pericoloso qualunquismo particolarmente evidente quando il medesimo aleggia la possibilità di promuovere un referendum che legittimerebbe, a stragrande maggioranza, il licenziamento dei pubblici dipendenti «scansafatiche»; non immaginerebbe però che se i sottoscritti costituissero un comitato per realizzare un referendum che puntasse a dimezzare i compensi dei parlamentari, dei consiglieri regionali ecc. e le loro pensioni (scattanti ai 60 anni d'età anche avendo svolto una sola legislatura) sarebbe sicuramente vinto anch'esso, sempre con la suprema motivazione del favorire lo sviluppo dell'Italia con tali risparmi.
Come ben si vede la demagogia porta lontano; il Governo spenda quindi le sue energie non nel soppesare le fole agostane di qualche giuslavorista ma nel darsi da fare affinchè i contratti in scadenza dei dipendenti pubblici siano rinnovati cercando di motivare lavoratori a cui si chiede di più dando sempre di meno.
Maria Arancino, Claudio Bassi, Alberto Bianchi, Marina Bolognesi, Livia Bonvini, Adele Brandolini, Walter Carnevali, Giuseppe Ferrari, Giuliano Michelon, Silvia Patania, Maurizio Poggi, Dario Siena, Renata Sironi, Michela SperanzaComune di Pavia - Uil Flp
Donato Albano, Margherita Cannata, Daniela Finotti, Carmine TolentinoA.S.P. Pavia
Roberto Bianchini, Maurizio CavallaroComune di Voghera - Uil Flp
Franco SantiComune di Vigevano -Uil Flp
Melania La Nave, Rina RossiI.S.U. Pavia