Prodi: spesso non ero d'accordo con lei
ROMA.La morte di Oriana Fallaci ha suscitato emozione e reazioni di cordoglio ovunque, anche negli ambienti politici che ne avevano criticato le sue recenti prese di posizione sull'Islam. Molti i messaggi inviati alla famiglia della giornalista e molte le dichiarazioni di partecipazione al lutto per la scomparsa di una delle maggiori figure del giornalismo non solo in Italia.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato ai familiari un messaggio di intensa partecipazione al loro dolore: «Scompare con Oriana Fallaci una giornalista di fama mondiale, autrice di grandi successi editoriali, appassionata protagonista di vivaci battaglie culturali, ammirevole nella strenua lotta contro il male che l'aveva colpita».
Dalla Cina Romano Prodi si unisce al cordoglio. «Avevo avuto anche nei giorni scorsi la notizia della vicinanza della fine. Devo dire che molte delle analisi degli ultimi libri non mi trovano d'accordo, ma sono state sempre analisi acute che ci hanno obbligato a pensare». Ma adesso, ha concluso, «credo si debba soprattutto pensare al cordoglio e alla partecipazione al dolore». «Colpiti profondamente» si sono detti l'ex Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi e la moglie Franca: «Una vita di coraggio, di lotta, di esempio per tutti si è spenta».
Parole di dolore anche da monsignor Rino Fisichella il Rettore del Laterano che con l'autrice della «Rabbia e l'orgoglio» era unito da un intenso dialogo intellettuale che li aveva portati a confrontarsi su molti argomenti, compreso i temi riguardanti la fede.
«Posso dire certamente che i suoi occhi in alcuni momenti di enorme dolore erano alzati verso il Cielo. Ma tuttavia Oriana è rimasta quella che lei ha sempre sostenuto e ha sempre detto di essere: una atea ma cristiana».
Giornata di lutto anche per il mondo giornalistico. Per Ferruccio De Bortoli, ex direttore del Corriere il libro-pamphlet «La rabbia e l'orgoglio», fu «un atto d'amore nei confronti del suo paese, ma soprattutto uno scossone salutare all'identità occidentale». Paolo Mieli, direttore del Corriere dalla Sera afferma che «Oriana Fallaci è stata una delle più grandi giornaliste del mondo nel '900, e anche una grande scrittrice».
Ancora sul fronte politico la scomparsa della Fallaci ha avuto reazioni diverse. Sostegno della Lega e del centrodestra alle posizioni ideologiche della giornalista, nella maggioranza distinguo tra l'apprezzamento per le alte capacità professionali e le battaglie condotte dalla Fallaci.
Lapidario il commento di Adel Smith, presidente dell'Unione dei musulmani d'Italia. «Mi dispiace, non gioisco mai della morte nè dei nemici, nè degli amici. Mi dispiace che sia morta prima di redimersi».